28 Mar KLAAS WILLEMS SALE PUNGITOPO 8C+
IL BELGA IN AZIONE AD ARCO
Il climber belga Klaas Willems si è aggiudicato Pungitopo, 8c+ celebre per la sua unica bellezza, ad Arco.
La storia di Klaas Willems è probabilmente uno degli esempi più lampanti di come l’arrampicata possa dare una seconda chance anche a coloro ai quali la vita lo nega. Dopo aver ricevuto la diagnosi di fibrosi cistica e di un tumore, Klaas ha ricercato a lungo il suo posto nel mondo. Il climber belga ha poi trovato questa pace cominciando a muoversi in verticale, facendone la sua dimensione. Si è trasferito ad Ulassai, ha aperto decine di vie e ha raccontato la sua storia nel pluripremiato documentario Still Alive, diretto da Santino Martirano.
Klaas però non si è mai accontentato di scalare e aprire nuove vie, ma ha ricercato la difficoltà, salendo parecchi ottavi gradi. L’ultimo in ordine di apparizione è nel territorio di Arco. “Mi sono imbattuto in questa linea quando era ancora un progetto. Non ne sapevo nulla, ma ero attratto dalla bellezza di questo muro puro e compatto. Adam Ondra ha poi fatto la FA e quando ho visto il video, ho capito che avrei dovuto pianificare un viaggio per metterci su le mani. È una di quelle linee che mostrano la bellezza e la complessità delle linee verticali. È impressionante che la natura abbia previsto un modo per far salire verso l’alto su questa linea.”

La linea in questione è Pungitopo, un trio che vale il grado di 8c+. “Appena arrivato ad Arco, sono subito andato a scalare e ho perso tutta la pelle nel mettere insieme il complesso puzzle. Troppa motivazione per aspettare le buone condizioni! Quando pensavo di aver capito tutto, ho fatto il primo vero tentativo. Con un po’ di stress per i giorni di pioggia previsti, sono caduto a metà via circa. Ho sentito la pressione aumentare. Non sono riuscito a tenere a bada la mente e sono caduto all’ultimo crux, per poi trovare un metodo migliore subito dopo. Capire la beta nella parte più facile non è mai stato il mio forte. Semplicemente non ho la pazienza per riposarmi a lungo! Il primo tentativo dopo la pioggia è arrivato insieme al sole che spuntava dietro l’angolo, accecandomi per tutto il tiro. Non so come, ma sono comunque riuscito a salire allo stesso punto e poi cadere di nuovo. Da lì in poi, è diventata una battaglia con la mente, il caldo e la pelle. Dal nulla si è alzato il vento e sono apparse anche delle nuvole. Faceva ancora abbastanza caldo ma non volevo aspettare altre tre ore per l’ombra, quindi ci ho provato.Questa volta ho scalato molto più velocemente e con un controllo migliore. Anche se l’ultima sezione era al sole, ho avuto abbastanza energia per tenere le tacche sudate e passare la corda in catena!”

Dopo aver conquistato la catena, Klaas non ha dimenticato di ringraziare chi c’è stato prima: “Questa è una delle linee più speciali che abbia mai scalato e che ho amato da subito. Complimenti a Franz Morandi per aver chiodato un gioiello del genere, che cela una bella storia dietro al nome. E grazie Angelika Rainer per le giornate passate a lavorare insieme sulla linea!”. Ancora una volta il climber belga ci ricorda che non solo è possibile andare oltre alle difficoltà della vita e raggiungere i propri sogni, ma si fa esempio di un modo di comunicare le difficoltà e di vivere l’arrampicata davvero esemplare… Grazie Klaas!
Fonte Klaas Willems
Cortesia foto Crimp Films
Alessandro Palma

