Pale di San Martino: Scherzi d'estate - Up-Climbing

Pale di San Martino: Scherzi d’estate

“Chi non conosce San Martino di Castrozza, non conosce le Dolomiti”.

Parafrasando alpinisticamente ciò che con schiettezza sosteneva Gunther Langes, tra i nomi più importanti legati alla valorizzazione del vasto massiccio dolomitico, si può affermare che le Pale rappresentino la migliore e concreta manifestazione della cronologia storica dell’alpinismo.

Questo gruppo, il più esteso delle Dolomiti, è caratterizzato da un altopiano di 50 kmq di pura roccia calcarea posto a oltre 2.500 metri d’altitudine, a all’interno del Parco Naturale Paneveggio – Pale di San Martino, nella parte più orientale del Trentino, in un ambiente a dir poco unico per la bellezza dei panorami. Nel 2009 è dichiarato patrimonio UNESCO.

Per diversi anni è stato senza una guida alpinistica aggiornata, cogliamo l’occasione dell’uscita dello splendido lavoro di Renzo Corona e Igor Simoni per una serie di articoli con alcune proposte. Iniziamo da una delle cime più imponenti e prestigiose, il Sass Maor, ed una delle vie di nuova generazione, non di altissima difficoltà ma interamente da proteggere

SASS MAOR 2814 m
Stupenda e imponente cima che con la sua maestosa parete est, alta più di mille metri, può essere considerata una delle più belle ed importanti di tutte le Alpi.
Proprio sulla sua imponente parete est sono state scritte pagine epiche della storia dell’arrampicata dolomitica ed è da sempre stata, in ogni epoca, una delle pareti più ambite da tutti gli scalatori.
Se pensiamo alle tappe più significative della sua storia non possiamo non citare:
negli anni trenta Solleder, nella metà degli anni sessanta la prima diretta ad opera di Samuele Scalet e Giancarlo Biasin, negli anni ‘80 la Supermatita di Manolo, una super via che ha segnato la nuova era dell’arrampicata libera, oppure la via di Massarotto, così sconosciuta ma così esteticamente geniale. Sul versante Ovest e Nord, le sue pareti sono alpinisticamente meno interessanti.
A Nord sale appunto la via normale passando da una comoda forcella ed un profondo canalone sassoso che scende in direzione sud-sud-est e termina con un breve salto dividendo così il Sass Maor dalla CIma della Madonna. La roccia è generalmente ottima nelle zone grigie mentre è delicata e friabile nella fascia più gialla

VIA NORMALE E DISCESA
Dal Rifugio del Velo salire per il sentiero verso la cima della Stanga, in direzione del Sentiero del cacciatore. Sulla verticale del canalone che divide la cima della Madonna a sinistra e il Sass Maor a destra, abbandonare il sentiero e salire per il suddetto canalone fino al primo risalto (circa 20 min. dal rifugio). Scalare il salto di roccia (IV, 25 m., una doppia su anello per scendere) e proseguire per il canalone superando dei risalti (passaggi di III). Seguire le tracce a sinistra fino ad una forcellina (punto dove si devia per la grande cengia di ghiaia che porta all’attacco della “Via dei Piazaroi”, dello “Spigolo Kahn”, della “Via delle Guide” e della “Via per Ricky” alla Cima della Madonna). Continuare verso destra lungo il canalone superando un breve risalto (anello di calata) fino alla forcella tra le due cime. Salire per paretine verso destra (III+, anello per la calata, 45 m.) fino ad una piccola spalla. Proseguire obliquando a sinistra (II, III) fino ad aggirare lo spigolo nord, salire ad una spalla sotto la paretina sommitale (anelli per l’assicurazione e calate, da qui si vede il Rifugio Pradidali) e salire una fessura prima verso sinistra poi verticale fino in cima (III+, passaggi di IV, due doppie da 30 m. su anelli). (circa 3 ore per la salita, 2 ore per la discesa)

SCHERZI D’ESTATE
Renzo Corona, AlfredoBertinelli, 1988

  • Sviluppo: 500 m. (+250 m. dalla fine del pilastro alla Cima) 
  • Difficoltà: VI+/R3/III Tempo: 6-8 ore. 
  • Materiale: via poco attrezzata ma con numerose possibilità di integrare con clessidre e friend medi. L’ultimo tiro dall’intaglio della via Castiglioni esce in obliquo a sinistra sul pilastro giallo, cordini. 
  • Attacco: dalla Val Canali salire per il sentiero attrezzato del Cacciatore fin dove questo sale a sinistra sui prati, dopo aver oltrepassato il Boal dei Pisoti, traversare a destra per tracce fino a prendere la caratteristica cengia obliqua che taglia a metà la parete est del Sass Maor (Banca Orba). (Dal Rifugio del Velo per il sentiero del Cacciatore dopo la cima della Stanga scendere fino dove il sentiero traversa per pendii erbosi verso la parete del Sass Maor, prima di un risalto roccioso traversare a sinistra e raggiungere la Banca Orba). Seguirla con passaggi di (II) fino alla sella erbosa. L’attacco è posto a sinistra, alla base della placca grigia, sulla verticale di una fessurina. (2 ore dalla Val Canali, 1.30 dal Rif. Velo)

Via molto bella su roccia sempre ottima (i primi salitori hanno usato solo clessidre sia per soste che per le assicurazioni). Sale la placconata grigia posta a sinistra delle rocce gialle della via Scalet-Biasin ed esce in alto a sinistra sul pilastro arrotondato della via Castiglioni. Dalla cima del pilastro salire per rocce facili (I, II) fino alla cima.

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