15 Nov Conosci te stesso (tempio di Apollo, Delfi)
Secondo appuntamento con Roberto Bagnoli e gli aspetti più introspettivi del rapporto tra allenatore e atleta ed in questo capitolo si affronta un tema davvero particolare, la consapevolezza della propria persona, aspetto non sempre considerato a dovere, ma sotto quale punto di vista? Vediamolo insieme a Roberto…
ATLETI SI DIVENTA E ALLENATORI PURE #2
Conosci te stesso (tempio di Apollo, Delfi)
di Roberto Bagnoli
“E’ evidente che quello che si va delineando è un percorso che si sviluppa su due binari paralleli e interconnessi caratterizzati dai singoli percorsi di crescita, dell’atleta da un lato e dell’allenatore dall’altro. Quotidianamente si scoprono cose nuove; il pensiero, le idee (o convinzioni) possono cambiare, bisogna essere aperti di spirito ed accettare che ciò che può essere valido oggi non è detto lo sia domani; sapersi adattare, sapersi plasmare, saper cambiare in corso d’opera sono sicuramente elementi indispensabili affinché si possa costruire il percorso di crescita individuale.
E’ limitante pensare che allenare significhi solo scrivere un buon piano di allenamento, così come è limitante pensare che con la sola forza fisica si possa sopperire a qualsiasi mancanza tecnica o di approccio mentale. E’ limitante ritenere che l’atleta esegua ciò che l’allenatore richiede, punto. Questo può andar bene con i piccoli per ovvie ragioni, ma non può funzionare dopo, per tutte altre ragioni. Se da un lato quindi, lo scopo ultimo dell’azione (prestazione) è terminare una gara col sorriso, dall’altro lato, cioè il fine ultimo della preparazione, è rendere l’atleta, col tempo, più autonomo possibile. Questo è molto importante, ad esempio, negli allenamenti a distanza. Autonomia ha un significato ben preciso e si sorregge sulla capacità di sviluppare delle qualità che ne costituiscono gli assi portanti: capacità di autovalutazione, capacità di autoascolto.
L’arrampicata, intesa come sport individuale, ha per propria natura un carattere fortemente introspettivo, in cui il dialogo con se stessi, la conoscenza delle proprie possibilità e dei propri limiti, il coraggio, la capacità di prendere decisioni in tempi rapidi, costituiscono tutta una serie di aspetti di non poca importanza, con i quali e attraverso i quali prima o poi l’atleta deve fare i conti. Da se stessi non si può fuggire e occorre essere preparati proprio perché capita che nei momenti decisivi il vero “nemico” che ti fa cadere giù è quello dentro di noi, e si manifesta attraverso pensieri negativi, dubbi, paure, incertezze e via dicendo.. ecco perché il viaggio dentro se stessi riveste nel percorso di crescita un’importanza centrale, perché ad un certo punto si rimane soli davanti alla parete da affrontare e non potrà esserci nessuno ad aiutarci a risolvere il compito che ci attende.
In pratica, tanto più elevata e fine è la capacità di percepire, cogliere e tradurre le proprie sensazioni e stati d’animo (fatica, stanchezza, rilassamento, umore, motivazione ecc..), ed in certi casi esternalizzarle verbalmente, tanto più l’atleta amplierà il bagaglio di conoscenza più importante di tutti, cioè il bagaglio di conoscenza di se stesso, la cui importanza è ben superiore a qualsiasi conoscenza tecnica specifica. Più grande è la conoscenza di se, maggiori sono le probabilità di riuscire, in qualche modo, a trovare “appigli” nei momenti di difficoltà. Agli antipodi delle paure e dei dubbi (cioè di tutto ciò che determina un “minus”, troviamo tutto ciò che determina un “plus”, come ad esempio l’eccesso di confidenza; una buona conoscenza di sé potrebbe essere la chiave per stabilire o ristabilire equilibrio ed incanalare le energie esclusivamente verso l’obbiettivo dell’azione. Non è poco, perché può capitare che le energie psico-fisiche vengano invece dissipate o sprecate proprio per combattere i nemici interiori.”
ATLETI SI DIVENTA E ALLENATORI PURE #1
Il connubio atleta-allenatore

