04 Ott SCEMPIO AL NIBBIO
Deturpazioni in una delle falesie più storiche d’Italia
La falesia del Nibbio, situata ai Piani dei Resinelli sopra Lecco al cospetto della Grignetta, è uno dei templi sacri dell’arrampicata lombarda, nonché una delle falesie più storiche dell’intero panorama italiano, nota anche a livello internazionale.
Qui davvero si tocca la storia e la sua evoluzione: fin dai primi del ‘900 fu frequentata da alpinisti di rilievo come Eugenio Fasana, vi passarono poi nomi come quelli di Riccardo Cassin, Boga, lo stesso Emilio Comici che vi aprì una via in una sua visita, Walter Bonatti & Co.
Negli anni 80 e 90 divenne uno dei riferimenti della nascente arrampicata sportiva con Stefano Alippi, il Ballera (Marco Ballerini), Norberto Riva e diversi altri che vi aprirono linee di riferimento. Praticamente tutto il mondo dell’arrampicata lombarda è passato da questa corna di calcare.

I molteplici e inutili buchi fatti sulla roccia alla base del Nibbio. Foto: Luca Lozza
Una falesia old-style, dura, selettiva, severa. Uno di quei luoghi di culto e anche “culturale”, in cui percepire davvero la storia, proprio nella stessa ottica che è stata presentata pochi giorni fa anche da Giovannino Massari, ospite su Climbing Radio.
Ebbene, questo tempio dell’arrampicata ha visto ora un episodio di vandalismo arrampicatorio sia in termini materiali che anche ideali: sulla via Triangolo Industriale sono infatti comparsi due fix ad ammorbidire l’impegno mentre nella roccia alla base molteplici buchi sono stati eseguiti con il trapano.
Al momento non si hanno informazioni su chi sia stato l’autore e sul perché di questo atto ingiustificabile e deprecabile.
A portare alla luce quanto successo è stato Luca Lozza, affezionato local del Nibbio, che lo ha reso noto sui suoi canali social con il messaggio che di seguito riportiamo anche noi, con le foto che ci ha inviato a documentazione dell’accaduto.
Albertaccia
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⚠️GIÙ LE MANI DALLA STORIA: DETURPATA LA “TRIANGOLO INDUSTRIALE” AL NIBBIO ⚠️
C’è un limite che non dovrebbe mai essere superato, ed è il rispetto per l’etica, per la roccia e per chi ha tracciato la strada prima di noi.

Foto: Luca Lozza
Nelle scorse ore è stato riscontrato un gravissimo atto di richiodatura abusiva al Nibbio (Piani Resinelli), una delle falesie storiche, più severe e iconiche del nostro territorio, dove è nata e si è sviluppata l’arrampicata libera lecchese.
All’inizio della mitica via “Triangolo Industriale” sono stati aggiunti arbitrariamente 2 spit. Non solo: le rocce circostanti sono state letteralmente deturpate con una serie di buchi inutili fatti con il trapano.
Il Nibbio non è una falesia commerciale da “addomesticare” a proprio piacimento. È un tempio dell’arrampicata che richiede rispetto, dita e testa. Le vie vanno lasciate esattamente come sono state concepite la prima volta. Invitiamo tutti – soprattutto chi usa il trapano con troppa leggerezza – ad andarsi a leggere la storia dell’apertura di questa linea nel 1968 e a ricordare chi l’ha liberata nei primi anni ’80, ovvero Marco Ballerini. Solo studiando il passato si può capire il valore di ciò che si sta calpestando.

Foto: Luca Lozza
Il messaggio deve essere chiaro a tutti:
Se non siete in grado di salire una via per come è stata concepita, cambiate posto. Il lecchese offre decine di pareti adatte a ogni livello. Non c’è alcun bisogno di rovinare capolavori storici per sopperire alle proprie mancanze.
Ci auguriamo che chi ha commesso questo scempio si ravveda. Nel frattempo, gli spit abusivi verranno prontamente tolti per restituire immediatamente alla via la sua linea e la sua severità originale.
Condividete per far girare la voce. La storia della nostra arrampicata va difesa da tutti.
Luca Lozza
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Foto di Anteprima – I fix aggiunti al Nibbio. Foto: Luca Lozza
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