UP-TIPS: I SEGRETI DEL VIDEO - Up-Climbing

UP-TIPS: I SEGRETI DEL VIDEO

I CONSIGLI DEL VIDEOMAKER YURI PALMA

Cinque consigli per fare dei video accattivanti in totale autonomia durante le giornate su roccia.

Lamborghini, Woolrich, Land Rover, La Sportiva: questi sono solo alcuni dei brand per cui Yuri Palma ha realizzato video spot. Oltre al videomaking, una delle passioni in casa Palma (Yuri è il figlio d’arte di Fabio, Ragno di Lecco) è l’arrampicata. Questa disciplina sportiva in costante evoluzione e crescita si presta particolarmente bene per essere raccontata attraverso film e video, dal contenuto spesso emozionale. Dalle due passioni di Yuri è nata una professione e dalla sua professione nascono questi cinque consigli pratici, che aiutano qualsiasi amatore a registrare un video diverso dal solito. Un modo perfetto per ricordare una bella giornata su roccia!

Per me l’arrampicata, soprattutto outdoor, non ha mai rappresentato una sfida agonistica, quanto più un momento di condivisione, contatto con la natura e con sé stessi, e per questo riprendere una giornata in parete è sicuramente un gesto di scoperta e divertimento. Sicuramente la tecnica pura di ripresa ha la sua importanza, ma ancor di più è importante focalizzarsi sugli aspetti che possano raccontare al meglio la storia, che sia quella di un tiro, di una giornata, di un successo ma anche, perché no, di un fallimento (l’arrampicata ne prevede molti, lo sappiamo tutti e forse ci piace anche per questo, no?). Ecco quindi cinque consigli che possono trasformare le riprese di una semplice giornata in parete.

Raccontare sempre il contorno: inquadrature diverse, non solo parete! 

E’ semplice soffermarsi sulla parte di sola arrampicata, ma mostrare il contorno aiuta a raccontare visivamente il luogo e accompagna lo spettatore nel video dandogli la possibilità di comprendere la location. Se chi guarda conosce il posto, si ritroverà nelle riprese, se non lo conosce, sarà incuriosito a vedere di più.

L’audio è una parte fondamentale, mai dimenticarlo 

Certo, la musica fa la sua parte, ma l’audio dei “protagonisti” è decisamente più importante, e aiuta a comprendere l’emozione dei presenti. Che sia un momento di tensione, di sollievo o di sforzo estremo, non c’è modo migliore di raccontarlo se non facendolo sentire; meglio ancora se si riesce a inserire sia lo scalatore sia l’assicuratore e i presenti.

Non soffermarsi su tutti i tentativi, prediligere i momenti più importanti 

Soprattutto se un tiro richiede più tentativi, individuare i momenti più importanti e tagliare tutto il superfluo aiuta molto lo spettatore a non annoiarsi ed appassionarsi alla storia. Certo, il tentativo “buono” merita il suo spazio, ma per tutti i precedenti tagliare il più possibile e mostrare solo i momenti critici rende molto più semplice comprendere le difficoltà dello scalatore e prepara lo spettatore al momento clou, dove saprà già che nel tentativo ci sarà la chiave di volta del successo.

Raccontare una storia, non solo la performance 

Un tiro difficile, un grande obiettivo, regala soddisfazioni proprio grazie alle difficoltà superate per ottenerlo. Stessa cosa, anche nelle riprese, mostrare il “build up” al momento chiave gli dona importanza molto più che mostrarlo da solo, fine a sé stesso. Un avvicinamento impegnativo, un posto remoto, tanti tentativi sbagliati, tutto questo è storia, ed è fondamentale includerla.

Inquadrature particolari, mai essere banali 

Sperimentare con le inquadrature può aiutare a mostrare in modo più efficiente l’arrampicata vera e propria. Lo strapiombo si presta molto bene a riprese dal basso, vicino alla roccia per mostrare l’inclinazione della parete e sfruttare la silhouette dello scalatore, mentre la placca risalta al meglio se ripresa dall’alto, a filo della parete, posizione dalla quale si vede la precisione dei movimenti, lo spostamento delicato dei piedi e le prese spesso impercettibili. Infine, il video è tanto racconto quanto immaginazione: inclinare completamente l’orizzonte per seguire la posizione dello scalatore, riprendere il dettaglio estremo delle dita su una tacca, tutto quello che non è “standard” attacca allo schermo uno spettatore e aiuta a mostrare una visione personale e soggettiva dell’arrampicata.

Dopo cinque consigli così, non ci sono più scuse per non creare qualcosa di unico durante le giornate outdoor!

Fonte e cortesia foto Yuri Palma 

Alessandro Palma

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