DIRETTA AMERICANA AI DRU: PRIMA SOLITARIA FEMMINILE - Up-Climbing

DIRETTA AMERICANA AI DRU: PRIMA SOLITARIA FEMMINILE

La 24enne francese Annabelle Bouchardon realizza la prima solitaria femminile della leggendaria Diretta Americana sulla parete ovest del Petit Dru. Un’avventura di tre giorni vissuta in auto assicurazione e  totale autonomia.

Annabelle sull’avvicinamento, ph: Nils Paillard, fonte: A. Bouchardon

La fuoriclasse francese Annabelle Bouchardon ha firmato la prima solitaria femminile della leggendaria Diretta Americana sulla parete ovest del Petit Dru (3.733 m), nel massiccio del Monte Bianco. Nata nel 2001, originaria di Grenoble, ex membro del GEAN, la giovane ha affrontato i 1.100 metri della storica linea (ED-, 6c) aperta nel luglio 1962 dagli statunitensi Gary Hemming e Royal Robbins. Una via ricca di storia, che vanta la prima solitaria con corda di Jean-Claude Droyer nel 1971, la mitica free solo di Christophe Profit nel 1982 e l’apertura di un nuovo itinerario da parte di Catherine Destivelle nel 1991, poi scomparso a causa dei grandi crolli degli anni 2000.

Annabelle in solitaria sulla parete, ph: Benjamin Vallet, fonte: A. Bouchardon

Bouchardon, che collabora con il brand Simond dal 2021, è partita alle 4:00 di martedì 23 giugno superando circa trenta lunghezze in stile autoassicurato. Si tratta di una tecnica d’arrampicata estremamente logorante dal punto di vista fisico, poiché richiede di scalare ogni singolo tiro, ridiscendere in doppia per recuperare il materiale e risalire una seconda volta issando un pesante zaino da 17 kg. L’ascensione ha richiesto tre giorni e due bivacchi in parete: il primo a 600 metri di quota, su un blocco incastrato, e il secondo nel Trou du Canon, una nicchia naturale scavata nella roccia. Quest’ultima si è rivelata una protezione provvidenziale mercoledì sera, quando un violento temporale si è abbattuto sulla montagna.

Annabelle sul ghiacciaio, ph: Candice Debeaune, fonte A. Bouchardon

L’alpinista ha raggiunto la vetta del Petit Dru alle 8:10 di giovedì, ha completato il traverso fino al Grand Dru e ha poi iniziato la complessa discesa lungo la parete sud. Nonostante la stanchezza, la lucidità ridotta e la massima cautela imposta da un imprevisto — la perdita accidentale del casco al primo bivacco — Bouchardon ha completato metodicamente una dozzina di calate. Ha toccato il ghiacciaio alle 15:30 ed è infine arrivata al rifugio Charpoua alle 16:30 per godersi il meritato riposo.

Preparazione del materiale di notte, ph: Nils Paillard, fonte: A. Bouchardon

L’esperienza ha rappresentato per l’alpinista una profonda avventura interiore, focalizzata sulla fiducia in se stessa e sulla gestione totale della solitudine. Una volta al rifugio, ha condiviso le sue sensazioni a caldo: «Sono felice… e stanca. Mi sento come se fossi stata travolta da un camion! Quando guardo questa parete dal rifugio, però, provo un profondo senso di orgoglio. Durante l’ascensione ero completamente assorbita dalla via, da ogni singolo gesto e decisione, tanto da non avere il tempo di guardare il paesaggio. Al primo bivacco ho commesso un vero errore da principiante facendo cadere il casco. Per questo motivo, per tutta la discesa in doppia, ho dovuto prestare molta più attenzione: ho eseguito ogni manovra metodicamente, restando concentrata nonostante la stanchezza e la poca lucidità rimasta. Questa solitaria mi ha fatto crescere, perché ho dovuto fare affidamento esclusivamente sul mio istinto, sulla mia esperienza e sulle mie decisioni. Da sola non esistono pause, non ci si ferma mai del tutto; bisogna gestire l’energia, il tempo e la concentrazione dall’inizio alla fine. Ognuno vive la montagna a modo suo. Per me, questa volta, sono stati i Dru, da sola. È una montagna che ho sempre ammirato e che mi faceva sognare da molto tempo. Oggi ho avuto la fortuna di viverci la mia storia.»

Questa eccezionale salita arricchisce un curriculum già impressionante per la sua giovane età. Bouchardon eccelle sia sulle grandi vie di roccia che sulle cascate di ghiaccio, come dimostrano le sue ultime realizzazioni: la via Chauve qui peut sulla nord dell’Olan (2022), la ripetizione invernale della via Lesueur sulla nord dei Dru (2023), la via Fowler-Watts al Taulliraju (5.830 m) in Perù (2024), lo Sperone Walker alle Grandes Jorasses in giornata da Chamonix (2025) e il concatenamento invernale in giornata di tre grandi pareti nord degli Écrins (Pic Sans Nom, Meije, Râteau) all’inizio del 2026.

Annabelle e il suo zaino in partenza per i Dru. Ph Candice Debeaune, fonte: A. Bouchardon

Foto di anteprima: una raggiante Annabelle, ph: Candice Debeaune, fonte: A. Bouchardon

Alessandra Prato

 

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