15 Mar FITZ ROY: LIBERA DEL PILASTRO EST
Storica impresa sul Fitz Roy: Tasio Martín e Sean Villanueva O’Driscoll firmano la prima libera integrale del Pilastro Est. 1200m di granito dorato fino al 7c, tra ghiaccio e fessure verticali

Recupero sacconi. Fonte: Tasio Martin

Magnifico granito del Fitz. Fonte: Tasio
Il massiccio del Fitz Roy segna un nuovo capitolo di eccellenza alpinistica grazie alla cordata composta da Tasio Martín e Sean Villanueva O’Driscoll, che tra venerdì e domenica della scorsa settimana ha completato la prima libera integrale del Pilastro Est (Pilar Este) del Cerro Chaltén. Questa linea leggendaria, che delimita il lato sinistro dell’imponente parete est, segue una serie di fessure nette e molto verticali su un granito dorato a grana fine di qualità eccezionale. Nonostante le tempeste dei giorni precedenti avessero accumulato grandi quantità di ghiaccio e neve, e le basse temperature non lasciassero presagire la possibilità di una libera, i due si sono cimentati nell’impresa partendo alle 7:00 del mattino.

Tratti di misto, fonte: Tasio
Con la parete pesantemente carica e solo i primi due tiri puliti, la piccozza è diventata uno strumento fondamentale per sgomberare le fessure dai detriti gelati prima di ogni passaggio. La progressione è stata quasi interamente a vista, fatta eccezione per uno scivolone al sesto tiro che ha costretto il team a ripeterlo per mantenere l’integrità della salita. Dopo aver superato i 1200 metri di sviluppo con un tiro chiave di 7c al ventiduesimo tiro, la cordata ha bivaccato al tiro 17 e successivamente al tiro 31 utilizzando i portaledge gonfiabili, che si sono rivelati decisivi per il recupero fisico, data la scarsità di cenge naturali adeguate.

Bivacco in parete. Fonte: Tasio
L’ascesa chiude un cerchio storico iniziato con i tentativi svizzeri di Toni Holdener e Hans Peter Kasper nel 1974 e culminato nella prima salita integrale del 1976 firmata dai Ragni di Lecco, Casimiro Ferrari e Vittorio Meles. Dopo decenni in cui la via era rimasta ingombra di corde fisse e scale metalliche — rimosse tra il 2014 e il 2015 grazie a uno sforzo collettivo di pulizia — e dopo il tentativo di David Bacci e Matteo Della Bordella nel 2016 (mancava la libera di 9 tiri), Martín e Villanueva hanno finalmente restituito la via alla sua dimensione più pura. Nemmeno il peggioramento meteo finale, con neve e visibilità ridotta, ha fermato i due alpinisti che, raggiungendo la vetta alle 15:00 e scendendo per la Via Francese, hanno trasformato una linea storica di artificiale in un capolavoro di stile alpino moderno.
Foto di anteprima: I due campioni in vetta. Fonte: Tasio Martín
Alessandra Prato
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