“GRANDE TRAVERSÉE DES ALPES”: DALLE DOLOMITI AL MONTE BIANCO - Up-Climbing

“GRANDE TRAVERSÉE DES ALPES”: DALLE DOLOMITI AL MONTE BIANCO

Un mese di avventura etica lungo l’arco alpino per Lorenzo D’Addario e Francesco Ratti

Sulla parete nord dell’Eiger

La “Grande Traversée des Alpes”, ambizioso progetto delle Guide Alpine Lorenzo D’Addario e Francesco Ratti, è arrivato al Monte Bianco.

A quattro settimane dal via, presso l’estremità orientale dell’arco alpino, i due alpinisti hanno raggiunto il massiccio del Monte Bianco, muovendosi unicamente a piedi e in bicicletta.

Ratti e D’Addario sono partiti lunedì 24 agosto dalla Slovenia. Dopo l’ascensione della parete nord del Triglav, hanno continuato a spostarsi verso ovest, pedalando e scalando alcune tra le pareti più celebri delle Alpi: dalle Dolomiti, passando per le Alpi Centrali e l’Oberland Bernese, fino al Vallese e al massiccio del Monte Bianco.

Una sequenza serrata di tappe e trasferimenti senza utilizzare mezzi a motore, che ha visto la cordata affrontare oltre 1.000 chilometri di spostamenti e realizzare quindici salite, raggiungendo la cima del Monte Bianco al 33° giorno, per poi fare rientro a Courmayeur all’indomani e concedersi un meritato momento di pausa e pianificazione. Il viaggio, infatti, prosegue lungo il settore occidentale dell’arco alpino, con l’obiettivo di completare il percorso nelle prossime settimane.

Le 15 salite realizzate durante il primo mese

In cima alla parete sud della Marmolada

Monte Triglav – Parete Nord (via Helba + Skalaska)
Piccolo Mangart – Parete Sud-Ovest (via Drill)
Cima Grande di Lavaredo – Parete Nord (via ISO 2000 con uscita sulla Comici)
Seconda Torre del Sella – Parete Nord (via Messner)
Marmolada – Parete Sud (via Tempi Moderni)
Punta Civetta – Parete Nord-Ovest (via Chimera Verticale)
Crozzon di Brenta – Parete Est (via Super Maria)
Cima Tosa – traversata dal Crozzon di Brenta
Pizzo Badile – Parete Nord-Est (via Cassin)
Pizzo Cengalo – Spigolo Sud-Ovest (Spigolo Vinci)
Monte Qualido – Parete Est (via Artemisia)
Eiger – Parete Nord (via Le Chant du Cygne)
Grandes Jorasses – Parete Est (via Gervasutti)
Punta Innominata – Cresta Est
Monte Bianco – Pilastro Rosso del Brouillard (via Bonatti)

La Grande Traversée des Alpes di D’Addario e Ratti non è nata solo come impresa da grandi numeri, ma soprattutto come viaggio etico e umano sulle tracce di Patrick Berhault, per rivivere quel profondo senso di libertà che permea le pagine del suo libro “Encordé mais libre”. Un’avventura che si propone anche di osservare da vicino quanto l’ambiente alpino sia mutato nell’arco di vent’anni, mettendo a confronto i paesaggi e le condizioni delle pareti di oggi con il materiale d’archivio dell’epoca.

Sul Pilastro Rosso del Brouillard

Il viaggio sta offrendo ai due protagonisti una fotografia diretta delle profonde trasformazioni subite dall’ambiente d’alta quota. Rispetto alla traversata di Berhault di oltre vent’anni fa, la ritirata dei ghiacciai e il degrado delle pareti causato dal riscaldamento globale hanno imposto, in alcuni casi, la scelta di varianti di percorso o una riprogrammazione delle salite, per esempio sul Pilastro Rosso del Brouillard. «I cambiamenti climatici non sono più una proiezione teorica, ma una realtà con cui ci confrontiamo quotidianamente in parete» testimonia Francesco Ratti. «Ghiacciai fortemente ridotti e pareti sempre più secche e soggette a crolli ci costringono a una lettura ancora più attenta della montagna e a modificare itinerari storici per ragioni di sicurezza. La bicicletta ci sta dando la flessibilità necessaria per muoverci rapidamente tra un massiccio e l’altro, ma il confronto con l’ambiente evidenzia quanto le Alpi siano mutate in poco più di due decenni».

L’intero percorso di Ratti e D’Addario non viene solo documentato sui canali digitali dei due protagonisti, ma sta prendendo la forma di una vera e propria produzione cinematografica. A guidare il racconto visivo è il regista e video maker outdoor Alessandro Beltrame (AGB Video), chiamato a trasformare la traversata in un documentario capace di intrecciare la riflessione sui cambiamenti dell’ambiente alpino a un’esplorazione profonda della sfera umana.

Tutte le immagini: L. D’Addario – F. Ratti / A. Beltrame – A. Valenti (agbvideo.com)

Condividi: