AVVITARE LE PRESE: IL TRACCIATORE - Up-Climbing

AVVITARE LE PRESE: IL TRACCIATORE

INTERVISTA A SIMONE ZAPPINO

A tu per tu con Simone Zappino, tracciatore.

Con il decollo dell’arrampicata indoor, una nuova figura professionale si è affacciata alle porte di questo mondo: il tracciatore. Volgarmente è colui che avvita appigli al pannello, nelle pratica il lavoro di tracciatura è più complesso che stringere i bulloni. Simone Zappino, uno dei pochissimi tracciatori italiani che ha avuto il coraggio di aprire una vera e propria attività con tanto di partita IVA, è partito dalle sale di provincia del Piemonte per giungere a scambi internazionali tra Gran Bretagna, Francia e altri Paesi europei. Tra gare e tracciatura di sala, proviamo a fare ordine su cosa sia ad oggi l’arrampicata indoor dal punto di vista di chi lavora dietro le quinte.

Dalla sala di provincia agli scambi internazionali. Qual è stato il tuo percorso come tracciatore?

Ciao Ale! Tutto è iniziato in Escape Grazie all’aiuto del super Luca Camanni che è stato mio mentore per qualche anno! È proprio con lui che ho iniziato a proporre la mia tracciatura anche in altre sale al di fuori della palestra di “casa”. grazie ad un bel po’ di fortuna e al costante supporto di Luca, a cui devo veramente molto, Mi sono poi spostato a tracciare anche in alcune palestre Lombarde della zona Milanese. In concomitanza alla tracciatura di Sala sono sempre stato entusiasta di partecipare alla tracciatura delle gare regionali iniziando a propormi come tirocinante per poter accumulare più esperienza possibile, perché penso che nel nostro lavoro l’esperienza pratica e la collaborazione con persone sempre diverse e sempre con maggiore esperienza siano le cose più importanti e più preziose da accumulare!

 

Che cos’è per te la tracciatura?

Potrei parlare delle ore per spiegare cos’è per me la tracciatura, ma riassumendo potrei dire che è un gioco divertentissimo! Personalmente non mi sento mai al lavoro, anche se spesso e volentieri la pressione di offrire un buon servizio ala palestra o di dare il miglior contributo alla buona riuscita della gara si fa sentire!! Ma che bella sensazione quando i clienti sono contenti; oppure gli atleti si gasano a scalare sui blocchi della gara e viene fuori una bella classifica. Ho avuto l’enorme fortuna di riuscire a rendere la tracciatura il mio lavoro e la mia principale motivazione per allenarmi e migliorare sempre di più! Gli sbagli sono sempre dietro l’angolo e ne ho fatti e ne farò tantissimi! Ma sbagliare è sperimentare è proprio la cosa bella per migliorarsi in continuazione!

Visto che lavori molto all’estero, quali sono le principali differenze tra l’Italia e le altre nazioni?

Diciamo che non ho visto tantissime realtà all’estero al di fuori della Spagna Francia e Svizzera! In ogni nazione ho visto caratteristiche diverse, più o meno simili a quelle italiane! Ma anche nelle differenti sale della stessa regione si possono notare molte differenze in termini di organizzazione dell’attrezzatura e servizio al cliente! Chiaramente tutto quello che vedo viene filtrato dalla mia esperienza e dalla mia visione di palestra di arrampicata; ma tutto quello che mi sembra bello e utile cerco di portarlo con me e proporlo in Italia.

La maggior parte degli sport nel 2023 ha un grande livello di specializzazione e, nei team, c’è sempre più organico. Vale anche per i tracciatori nei team dei climber che si dedicano alle competizioni? In che modo i due lavorano insieme?

Nell’ultimo periodo ho visto che la federazione si sta muovendo tantissimo nella direzione di creare un team preparato e molto assortito di organico! Dal punto di vista della tracciatura, parlando con gli amici cacciatori di terzo livello, che sono molto più preparati e con molta più esperienza di me, è bello sentire e vedere che sono sempre impegnati nella tracciatura di raduni Verdi allenamenti per i giovani atleti! La collaborazione tra atleti e tracciatori penso sia fondamentale! Ne è un esempio eclatante della Francia dove vengono continuamente organizzati allenamenti in cui la figura del tracciatore è sempre presente e collabora per il miglioramento tecnico e tattico degli atleti! Spero anche io, con l’aumentare della mia esperienza, di poter presto contribuire con la tracciatura a questo tipo di eventi dedicati agli atleti!

Se molti si sono specializzati sulle gare, il tuo core business è la tracciatura per le sale. Ci son differenze? Quali sono le richieste più frequenti che ricevi?

Come la maggior parte dei tracciatori in Italia, per vivere di questo lavoro non mi è stato sufficiente dedicarmi solo alla tracciatura delle competizioni, ma ho cercato di creare una buona base di guadagno derivata dalla tracciatura commerciale! Da quest’anno ho provato a scommettere su me stesso aprendo la partita IVA per poter rendere più professionale la mia figura. Le differenze che ho notato tra tracciatura competitiva e tracciatura commerciale sono notevoli! Dal punto di vista della tracciatura competitiva è necessario attenersi alle richieste del capo tracciatore per la buona riuscita della competizione, e la cosa che trovo più bella in assoluto è la dinamica che si crea all’interno della squadra dei tracciatori , il lavoro del team penso sia una delle cose più belle della tracciatura! Poter imparare dagli altri tracciatori con più esperienza di poter condividere punti di vista e decisioni anche prese all’ultimo minuto è una delle cose più emozionanti della tracciatura delle competizioni! quando poi il risultato è vincente, allora li si che ti gasi! Penso che non possa esistere il merito del singolo tracciatore, ma è sempre la squadra nella sua totalità che fa la differenza! Per quanto riguarda la tracciatura commerciale invece è spesso e volentieri ci si trova a dover lavorare da soli, per cui le dinamiche sono completamente diverse. È anche la finalità dei blocchi è completamente differente! Se i blocchi di una gara hanno l’obiettivo di selezionare gli atleti, i blocchi di una sala commerciale hanno l’obiettivo finale di far divertire i clienti e motivarli a ritornare una seconda volta! E dal mio punto di vista credo sia fondamentale per un tracciatore fare il giusto shift per poter centrare sempre l’obiettivo. Ricordando che lo sbaglio è sempre dietro l’angolo, per fortuna non siamo macchine!

Da qui al 2033: come si evolveranno l’arrampicata e le palestre secondo te?

Questa si che è una bella domanda! Da qui al 2033… Non ne ho idea sai? Di sicuro l’arrampicata indoor sta vivendo un boom incredibile! E ci sono sempre più frequentatori in tutte le sale, questa è una cosa fantastica!! Spero che il movimento cresca sempre di più! In modo che con i ricavi degli ingressi le palestre siano anche sempre più propense ad ospitare competizioni ed eventi federali! Siamo una realtà ancora piccola a livello italiano ma sono fiducioso che la crescita continuerà sempre di più nei prossimi anni! Da parte mia cerco ogni giorno di dare il miglior apporto possibile con il mio lavoro per fare in modo che le persone si appassionino a questo fantastico sport che a me personalmente ha dato tantissimo. Nel frattempo mi alleno a testa bassa per poter migliorare e poter essere più performante durante la tracciatura delle competizioni che per me rimangono l’espressione più bella del mio lavoro. Sono veramente curioso anche io di scoprire piano piano cosa succederà nei prossimi 10 anni!

Allenamento da atleta, formazione da professionista, estro da artista… Il ruolo del tracciatore richiede davvero una gran completezza, molto più di quanto siamo abituati a pensare quando proviamo un passaggio in palestra. Buona fortuna a Simone e in bocca al lupo a tutti quelli che vogliono mettersi in gioco come ha fatto lui in un campo diverte e motivante!

Fonte e cortesia foto Simone Zappino 

Alessandro Palma

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