INDOOR, ROBA PER IL VECIO - Up-Climbing

INDOOR, ROBA PER IL VECIO

INTERVISTA A ROBERTA FERRARI E STEFANO GUARNERI

A tu per tu con Roberta Ferrari e Stefano Guarneri, creatori del New Rock di Brescia e dell’Orobia Climbing di Bergamo.

Nell’epoca dell’esplosione dell’arrampicata sportiva, le palestre indoor nascono come funghi. A partire dalla fine degli anni novanta, le prime realtà iniziarono ad aprire i portoni ai timidi clienti, scalatori figli della roccia alla ricerca di un posto per allenarsi in caso di pioggia. Negli ultimi trent’anni però le cose sono cambiate e non poco, con un’accelerazione spropositata nell’ultima decade. Roberta Ferrari e Stefano Guarneri sono nel mondo delle palestre indoor da decine di anni, partendo dalla vecchia palestra di Brescia e giungendo a due delle più importanti realtà in Italia: New Rock e Orobia Climbing. Una cena con loro è l’occasione ideale per capire qualcosa in più su un mondo pronto a decollare…

Roberta e Stefano

Ma quando inizia l’avventura in ambito palestre?

 

Stefano: “Era il 2006, i fratelli Preti mollavano il vecchio Roc Palace e Roberta lo prese in gestione, mentre io facevo l’agente di commercio, vendevo cessi… E ne vendevo anche tanti! Poi, la ditta per cui lavoravo, ha deciso di delocalizzare ed io sono rimasto a casa, allora mi sono buttato in palestra insieme a mia moglie.

Inaugurazione New Rock

E New Rock / Orobia?

 

Stefano: “Il contratto con il proprietario dei muri era arrivato alla fine, non abbiamo trovato la quadra per continuare e così ho cercato altro. Nel 2016 siamo passati ai mille e passa metri di New Rock e ti dico… Qualche volta negli occhi chiedendoci se stessimo facendo una cazzata ci siamo guardati! Mentre per Orobia sapevo che sarebbe andata bene, anche se non così tanto, New Rock è stata una bella scommessa…

 

Roberta: “Passavamo tutti i giorni in palestra, altro che andare a scalare! Dodici ore al giorno lì dentro… A parte che facevamo le vie lunghe all’inizio, ti ricordi?

 

Stefano: “Sì, che palle!” 

 

Risate di sottofondo 

 

E’ cambiato tanto? Cos’è la cosa che più vi ha sconvolto?

 

Roberta: “L’affluenza, sicuramente.

 

Stefano: “Sì sì, l’affluenza di sicuro.

 

Roberta: “Soprattutto delle ragazze e delle famiglie, incredibile.

 

Stefano: “Poi sai, al Roc era tutto tra amici. Un mega spraywall, tracciavamo coi nastrini. Giocavo al calcetto, se entrava un cliente gli dicevo di aspettare che stavo giocando, che ero impegnato. Ora è impensabile, non puoi assolutamente farlo.

Ordinaria follia all’Orobia

E’ come passare da un negozietto ad una vera e propria impresa in effetti…

 

Stefano: “Bravissimo! Hai detto bene. Devi curare tutto, la pulizia, le prese, la cortesia. Sai quali sono le nostre spese più grandi?

 

Pulizia sicuramente…

 

Stefano: “Esatto. Pulizia e prese/tracciatura. Vuoi un numero per renderti conto? Per mille metri di palestra, secondo me, devi investire un cinquantamila euro l’anno di prese. A mantenere, ad aprire secondo me un centinaio.

 

Quindi comunque la sfera tracciatura per te rimane importante.

 

Stefano: “Fondamentale. Insieme al team ovviamente, alla squadra.

Parco prese al vecchio Roc Palace

La squadra è fondamentale sempre, in qualsiasi attività.

 

Stefano: “Esatto. Sai quali sono i tre punti per aprire una palestra che funzioni? Location, squadra e soldi. Gli ultimi sono la meno importante. La location è tutto. Se mi dai una buona location, un posto che funziona, io apro domani Ale, domani. La squadra poi va da sé, è importantissima.

 

Ma non ti secca raccontare tutto questo in un intervista? Aprire questo vaso di Pandora pregno di segreti…

 

Stefano: “Condividere è la cosa più importante. Se c’è condivisione, c’è crescita. Più sale aprono, più son contento, gli auguro di fare più soldi possibile. Tocco mille persone io, tocchi mille persone tu, pensa quanti scalano. Certo, non aprirmi davanti, però apri. Poi uno se la gioca sul servizio, però crei movimento, capisci?

 

E la clientela come si è evoluta?

 

Roberta: “E’ cambiata molto, è più attenta, più esigente. Tanti lo mettono alla pari del fitness, quindi devi offrire un servizio all’altezza del mondo delle palestre in generale. Cortesia, pulizia, pacchetti destinati a quelli che non sono climber. Tanti vengono anche solo per fare due chiacchiere, salire due robe e poi bersi qualcosa al bar, come fosse un calcetto tra amici

Festa al vecchio Roc Palace

Qual è il cliente tipo che avete?

 

Stefano: “Tre categorie: il neofita, il bracalone come potrei essere io, l’amatore insomma… E poi l’agonista. Gli unici che danno problemi sono i due estremi, nel senso che farli convivere è dura. Con Orobia abbiamo risolto in fretta: un buco nel muro, altra sala dedicata all’Academy e fine. Trovi i blocchi per i principianti e le vie facilissime, poi il resto tipo gara. Cerchiamo di avere tracciatori internazionali che affiancano il nostro team, come Tsukuru Hori e Sergio Verdasco ad esempio. Aprire l’Academy comunque è stato come aprire un’altra palestra, anche se potrebbe essere visto come un semplice ampliamento. Ti assicuro che non è stato così!

 

Domandona: l’agonismo paga?

 

Stefano ride

 

Roberta: “No, assolutamente no.” E ride anche lei

 

Stefano: “L’agonismo è pura passione, lo facciamo solo per quello. Tra le quattro gare che abbiamo fatto quest’anno siamo sotto di boh…

 

Roberta: “Qualche migliaio di euro. E siamo ancora fortunati

 

Stefano: “L’agonismo però è anche un biglietto da visita. Il gruppo sportivo, con cui se siamo fortunati andiamo in pari, è il fiore all’occhiello della società. Economicamente non paga, ma è un orgoglio.

Elisa Guarneri all’opera al vecchio Roc Palace

Parliamo di crescita dell’arrampicata: trend del momento o siamo sull’orlo del Big Bang?

 

Stefano: “L’arrampicata ti prende alla pancia. Sta per esplodere, sta esplodendo. Prevediamo crescite incredibili, mai viste in nessun’altro sport se consideriamo importanza sui numeri e nel tempo. Contiamo circa ottanta nuovi tesserati al mese in Orobia. Qualcuno smette, tanti continuano. I numeri sono impressionanti. Ora siamo sull’onda, però atenzione… Parlando puramente di business, è un attimo finire a testa in giù. E’ come surfare a Nazare. Se non sei pronto, se non ti sei preparato, quell’onda ti inghiotte. Non è più un’onda della Versilia, è una bestia da venticinque metri.

 

Qual è la prossima domanda che ti fai nel mondo del business?

 

Stefano: “Domande ce ne sono ancora molte, ma più piccole. Il nostro modello l’abbiamo trovato. Ora dobbiamo capire una cosa solo: affittare il locale o comprarlo? Io affitto, qualcuno compra. Pro e contro in entrambi. Il tempo vedrà chi ha ragione… Ordiniamo il dolce?

Grazie a Roberta e Stefano per la serata e l’illuminante chiacchierata!

Fonte e cortesia foto Roberta Ferrari e Stefano Guarneri

Alessandro Palma

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