01 Set FRANCESCO RATTI E LORENZO D’ADDARIO SULLA GRANDE TRAVERSÉE DES ALPES
Le due guide alpine in arrampicata, a piedi e in bicicletta sulle tracce di Patrick Berhault
Ha preso il via dal Triglav, in Slovenia, una nuova avventura alpinistica di Francesco Ratti e Lorenzo D’Addario: la Grande Traversée des Alpes.
Le due guide alpine, ispirandosi alla storica impresa realizzata tra l’agosto del 2000 e il febbraio del 2001 dall’alpinista francese Patrick Berhault, tenteranno di percorrere l’intero arco alpino, effettuando alcune ascensioni scelte e spostandosi in bicicletta tra le varie tappe.

Trasferimento in bici tra Triglav e Mangart
Berhault aveva concluso il suo progetto in 167 giorni, salendo 22 pareti e spostandosi unicamente a piedi e con gli sci. A ventisei anni di distanza, Ratti e D’Addario — già compagni di cordata in diverse avventure, tra cui la spedizione nella Miyar Valley, in India, del 2023 — sperano di ridurre i tempi della traversata in circa due mesi, grazie a un approccio moderno e leggero e all’uso della bicicletta.
L’avventura è iniziata lunedì 24 agosto sulla parete nord del Triglav, montagna simbolo delle Alpi Giulie slovene. Una salita impegnativa e severa, con circa 1.400 metri di dislivello, realizzata combinando due vie storiche: l’attacco lungo la Via Helba nella parte bassa della parete e l’uscita in vetta sulla Via Skalaska.
«È stata una prima giornata lunga, lunghissima, che ci ha visti impegnati in una salita molto alpinistica» racconta Francesco Ratti. «Siamo partiti alle 7:00 del mattino e arrivati in cima verso le 18:00, per poi rientrare a valle lungo la via normale soltanto verso le 22:00. È stata un’ascesa articolata, su roccia non delle migliori, da affrontare con grande concentrazione: l’inizio ideale per entrare subito nel ritmo di questo viaggio».
Il giorno dopo, martedì 25 agosto, Ratti e D’Addario hanno affrontato un primo trasferimento in bici di 62 km, sotto una pioggia battente, con l’intento di attaccare l’indomani il Diedro Cozzolino sulla parete nord del Mangart.

Sulla parete nord di Cima Grande di Lavaredo
A causa delle precipitazioni e del rischio che la parete fosse bagnata, però, i due hanno deciso di trovare una meta alternativa. La scelta è caduta sulla Via Drill al Piccolo Mangart, un itinerario di 100 metri perfetto per un rapido riscaldamento mattutino prima di rimettersi sui pedali e macinare altri 97 km fino ad Ampezzo, proseguendo poi giovedì con ulteriori 90 km in direzione delle Tre Cime di Lavaredo.
Giocando d’anticipo sulla perturbazione prevista per il fine settimana, venerdì 28 agosto Ratti e D’Addario hanno raggiunto la parete nord della Cima Grande di Lavaredo, dove hanno ripetuto la via ISO 2000 con uscita sulla classica Via Comici. Per l’occasione si è unito alla cordata anche un ospite speciale: la guida alpina Daniele Geremia.
«È stato davvero bello condividere questa salita con Daniele, un vecchio amico mio e di Lorenzo» ha commentato Francesco Ratti. «In fondo è anche questo lo spirito profondo della nostra traversata: non soltanto esplorare ogni angolo delle nostre Alpi, ma cogliere l’occasione per incontrare vecchi e nuovi amici con cui condividere una salita o anche soltanto un breve tratto di strada».
Lorenzo D’Addario, al termine di questa prima settimana di avventura alpina, ha affermato: «La traversata rappresenta la mia dimensione in questo mondo: un gitano delle montagne. Ogni cosa attraverso la strada è perfezione ai miei occhi».
In copertina: in arrampicata sul Piccolo Mangart
Immagini: Ale Beltrame – Alex Valenti – agbvideo.com

