29 Mag NICOLA BASSI RACCONTA LA SUA MIUT
Report del primo italiano classificato alla Madeira Island Ultra Trail 2026
La MIUT – Madeira Island Ultra Trail si è svolta quest’anno sulle alture di Madeira a partire dal 25 aprile.
Nicola Bassi, ambassador Ande specializzato in alpinismo fast&light e trail running, ha partecipato alla prova, ottenendo il sedicesimo posto assoluto e classificandosi primo italiano con il tempo di 15h47’44”.
La MIUT è una gara dura: 115 km con circa 7100 m di dislivello positivo lungo un percorso particolarmente ripido, ricco di scale e scalette in legno o direttamente intagliate nella pietra, da affrontare in un clima piuttosto freddo e umido.
Nicola Bassi racconta:
«Questa è stata la prima volta che sono riuscito a correre a Madeira. A causa della complessità della trasferta, non ero mai stato là. Pensavo di trovare un contesto molto simile a quello di Gran Canaria, dove ho corso più volte negli ultimi anni, invece devo dire che il clima di Madeira è decisamente più freddo e piovoso e l’ambiente è molto più verde».
«Il percorso è decisamente impegnativo. Nei primi 70 km si concentrano 6000 m D+. È stato veramente brutale! Ci sono tre rampe assurde… il tracciato, infatti, è famoso per i suoi gradoni esageratamente ripidi. Soprattutto nelle prime due discese! Se affrontata per la prima volta, la gara è difficile da interpretare, specialmente per questa sua particolarità: è tutto nei primi 60-70 km. Anche sapendolo, non mi aspettavo che questi primi chilometri fossero così ripidi e duri».
«Quest’anno è stata riaperta una sezione alta di percorso, che era stata chiusa per due o tre anni a causa di un incendio. È veramente stupenda e molto particolare! Anche se, quando l’ho percorsa io, non c’era una visibilità ottimale. Si tratta di una piccola mulattiera che segue creste e costoni… ci sono anche alcune lunghissime gallerie scavate nella roccia e il sentiero stesso è stato intagliato sul bordo dei dirupi. Solo questa sezione vale tutta la gara!».
«Il “via” è stato dato a mezzanotte dall’angolo nord-ovest, quello più piovoso, dell’isola, a Porto Moniz. Non volevo partire troppo forte, anche se in queste gare, con il livello mediamente alto degli atleti, non è facile gestire il proprio ritmo. Si parte all’altezza del mare, dove fa relativamente caldo. Durante la prima salita si suda un sacco. Poi, quando si arriva in alto, sulle creste, c’è vento… piovigginava un po’… un’umidità pazzesca… A causa di questo clima particolare, ho mangiato meno di quello che avrei voluto. Infatti, ho avuto un po’ di crisi verso il sessantesimo chilometro. Poi, per fortuna, sono riuscito a riprendermi. Negli ultimi 30 km, che sono tutti da correre, sono riuscito a recuperare quattro-cinque posizioni, per cui sono soddisfatto».
«È stata sicuramente una bellissima esperienza. Ho viaggiato in compagnia di tre amici – Matteo Petruzzelli, Andrea Prometti e Barbara Primerano – e la gara è andata molto bene a tutti. Quando si partecipa a questo genere di gare con un gruppo di amici è sempre bello condividere e divertirsi insieme, ma anche conoscere gente nuova. L’isola è affascinante, con scorci naturali fantastici».

Tutte le immagini: Canofotosport

