19 Feb RIDERS ON THE STORM, 7c+, 1200 m
Prima libera per Siebe Vanhee, Sean Villanueva O’Driscoll, Nicolas Favresse, Drew Smith
Il 9 febbraio 2024 è stata completata la prima salita in libera di “Riders on the Storm” sulla parete est della Torre Central, nel Parco Nazionale Torres del Paine (Patagonia).
Autori dell’impresa sono i belgi Siebe Vanhee, Sean Villanueva O’Driscoll, Nicolas Favresse e l’americano Drew Smith.

Tracciato della via. Foto Drew Smith
“Riders on the Storm”, salita per la prima volta nel 1991, è nota per i suoi 41 tiri impegnativi, gradati fino a 7c+, che si estendono su 1200 metri di granito verticale, con ostacoli formidabili che finora hanno reso la via impossibile da scalare in libera nella sua interezza. I quattro alpinisti sopra citati, che hanno trascorso 18 giorni in parete, sono riusciti a concatenare tutti i 41 tiri in una salita in libera di cordata, ovvero alternando il capocordata per ogni singolo tiro.
Il viaggio verso la vetta è stato ricco di sfide, comprese le condizioni meteorologiche estreme tipiche della Patagonia. Il gruppo ha intrapreso la spedizione con provviste per un mese, preparata per il vento implacabile, la pioggia e le tempeste di neve che li attendeva. La perseveranza dei quattro alpinisti ha dato i suoi frutti: utilizzando una variante scoperta e attrezzata nel 2016 da Mayan Smith-Gobat e Ines Papert, hanno aggirato il famigerato 16° tiro e realizzato il sogno di liberare “Riders on the Storm”.
Questo risultato non rappresenta solo una pietra miliare tecnica ma anche una testimonianza della capacità dello spirito umano di superare gli elementi e allargare i confini di ciò che è possibile nel mondo dell’arrampicata e dell’alpinismo. Lo sforzo collettivo, la resistenza e il sostegno reciproco tra i componenti del team sono stati fondamentali per realizzare quella che è stata considerata un’impresa impossibile per oltre tre decenni.
La spedizione è stata documentata dal membro del team e fotografo Drew Smith, le cui immagini catturano la lotta, il trionfo e l’assoluta bellezza dell’ascesa. Queste immagini, insieme ai resoconti dettagliati dell’avventura, saranno presto condivise, per offrire uno sguardo sulla dedizione e sulla passione che definiscono la comunità dell’arrampicata.
Dichiarazione congiunta di Siebe, Sean, Nico e Drew
“Il 9 febbraio 2024 eravamo di nuovo lì, sulla vetta della Torre Central (2460 m) delle Torres del Paine. Due giorni dopo il 43esimo compleanno di Sean, 7 anni dopo la prima salita in libera di “El Regalo de Mwono”, 18 anni dopo che Nico e Sean hanno salito Riders on the Storm per la prima volta. Eravamo lì, con il vento in faccia, dopo aver effettuato la prima salita in libera di cordata di Riders on the Storm trascorrendo 18 giorni in parete.
“Riders on the Storm” è una leggendaria salita big wall aperta da Kurt Albert, Wolfgang Güllich, Bernd Arnold, Nobert Bätz e Peter Dittrich nel 1991. Questa evidente linea regina di 41 tiri sale per 1300 m al centro della Parete est della Torre Centrale. Negli ultimi 33 anni questo capolavoro non è mai stato liberato del tutto. Uno degli ostacoli maggiori è sempre stata la difficile arrampicata in artificiale con un grande pendolo su parete liscia del 16° tiro. Nel 2016 Mayan Smith-Gobat, Ines Papert e Thomas Senf hanno scoperto una possibile variante di 5 tiri su R13 che avrebbe reso la via completamente in libera. Mayan è tornata nel 2017 con Brett Harrington e Drew Smith che puntavano a una salita tutta in libera. Sfortunatamente sono stati respinti dal clima difficile della Patagonia.
Le condizioni meteorologiche estreme sono spesso la sfida più grande per l’arrampicata libera in Patagonia. Nel 2023 Siebe ha effettuato un tentativo sulla stessa via con Jacopo Larcher e Brette Harrington. Anche loro sono stati bloccati dal vento, dalla pioggia e dalle tempeste di neve.
Quest’anno, il 15 gennaio, siamo entrati insieme – Siebe, Sean, Nico e Drew – nel parco con pesanti carichi di attrezzatura e cibo. Eravamo preparati per un mese di autonomia. Durante i primi nove giorni siamo riusciti a scalare solo un giorno e mezzo, arrivando in cima al pilastro al tiro 13. Il 24 gennaio una breve finestra senza troppo vento ci ha dato la possibilità di dare il via all’ascensione completa. “Ci bagniamo il primo giorno o l’ultimo”, ha detto Nico.

Riders on the Storm, schema. Immagine Drew Smith
Nei giorni successivi siamo riusciti rapidamente a salire in libera la nuova variante in condizioni difficili, liberando il passo chiave di circa 7c+. Il sesto giorno in parete abbiamo raggiunto tiro 26, il famoso tetto “Rosendach”. Da lì ci sarebbe bastata una giornata buona per raggiungere la vetta.
Ma non per niente la via si chiama “Riders On The Storm” e, quando tutte le “finestre” di bel tempo si sono chiuse, i Doors hanno cominciato a cantare. Sette giorni dopo non avevamo ancora superato il tetto. Sono stati fatti diversi tentativi di scalata, ma sono stati bloccati dalle temperature gelide e dalla roccia ricoperta di brina. L’unico progresso è stato fatto da Nico che ha salito in libera il tiro 23, con una mega lotta in condizioni ghiacciate, liberando le tacche dalla neve. La maggior parte del tempo veniva trascorsa leggendo, ascoltando musica, discutendo di libri, mangiando popcorn e sciogliendo la neve. Abbiamo anche ricevuto diverse visite da treni invisibili a 140 km/h. I venti della Patagonia non deludono mai.
Il giorno 14 siamo riusciti a superare il tetto e abbiamo continuato a salire in libera gli ultimi tiri difficili. Al calar della notte, a soli 6 tiri “facili” dalla vetta, siamo stati bloccati dalla neve e da pesanti valanghe (pesanti per noi semplici arrampicatori). Altri due giorni poi sono stati trascorsi nei “tappeti volanti” (i nostri portaledge). Alla fine, il 9 febbraio, siamo usciti dalle nostre “asciugatrici” e abbiamo superato i restanti tiri fino alla vetta.
Ancora una volta siamo passati dalla cruna dell’ago, sfruttando ogni piccola opportunità, lavorando in squadra e motivandoci reciprocamente.
Oltre a essere un membro indispensabile della squadra, il fotografo e alpinista del Montana Drew Smith è riuscito a catturare non solo il dolore, la lotta e la gloria della salita, ma anche i singhiozzi.
Questo viaggio non sarebbe stato possibile senza l’aiuto dei gentili cileni: Jorge Ruiz, Seba Rojas, Hernan Jofre, Hernan Rodriguez, Seba Pelleti, Yonatan Araya, Nico Secul, Ocho e Ruth del Redpoint Hostel e tutti i guardaparques di Campo Torres. Inoltre, un sentito ringraziamento a Rolando Garibotti e Mathieu Ménadier per le previsioni del tempo.”
In copertina: foto Drew Smith

