06 Giu ACCESO MOMENTÁNEO, 5.1, E3, 900 m
Ripida e tecnica discesa sul Nevado Ranrapalca (Cordillera Blanca, Perù)
Fay Manners e Marco Malcangi hanno tracciato una nuova linea di discesa in Cordillera Blanca (Perù): Acceso Momentáneo, sul Nevado Ranrapalca (6162 m).

I due si sono recati in Perù senza un obiettivo preciso, oltre a quello di esplorare e conoscere le montagne locali, studiare il terreno e le possibilità per eventuali progetti futuri.
Dopo l’arrivo a Huaraz, è iniziato il processo di acclimatamento con un’escursione a 4600 metri, seguita da alcuni giorni di arrampicata su roccia a Hatun Machay, a circa 4000 metri. Lì, Fay Manners e Marco Malcangi hanno incontrato la guida peruviana Cesar Vicuña che, in seguito, avrebbe svolto un ruolo importante nel progetto.
Il loro primo obiettivo sciistico era una salita di acclimatamento relativamente semplice sul Vallunaraju (5686 m). Durante l’avvicinamento al Campamento Morena, tuttavia, l’attenzione si è spostata altrove. Dal campo base, infatti, i due sono rimasti colpiti da una linea imponente sulla cresta sud-ovest del Nevado Ranrapalca, con partenza dal colle compreso tra Ranrapalca e Ocshapalca.
La linea mostrava una struttura particolare: una selvaggia sezione inferiore, con giganteschi seracchi, conduceva a una parete superiore più ampia, uniforme e meno ripida. Sopra tutto ciò si ergeva una piccola e aguzza cima, ricoperta di neve primaverile.

Incuriositi dalla storia della via, Fay e Marco hanno chiesto informazioni a Cesar Vicuña. Questi ha spiegato che la via non era stata scalata da decenni, a causa del tormentato terreno glaciale. Lui stesso ci aveva provato nel 2022 senza successo.
Cesar Vicuña aveva scritto all’American Alpine Journal, che lo aveva informato che l’ultima salita risaliva al 1980, ad opera di quattro alpinisti svizzeri. Da allora nessuno l’aveva più scalata e certamente nessuno aveva tentato di percorrerla con gli sci.
Quest’anno, tuttavia, le condizioni sembravano favorevoli. Il 25 maggio Fay e Marco, insieme a un’altra squadra composta da Cesar Vicuña, Francesco Bosco, Adhna Ní Bhraonáin e Martin R. Yanac, si sono diretti alla montagna, portando con sé l’attrezzatura necessaria per diversi giorni di permanenza. Fay Manners e Marco Malcangi trasportavano sci e scarponi, mentre gli altri portavano attrezzatura da alpinismo e protezioni da neve.
Il 26 maggio l’intera squadra ha effettuato una ricognizione del percorso, consapevole che l’avvicinamento attraverso il ghiacciaio e il superamento delle seraccate sarebbe stato complesso e tecnico. Partiti dal campo alle 4 del mattino, gli alpinisti hanno trascorso la giornata a battere traccia e a cercare il passaggio ideale nella sezione iniziale e più tormentata della via, per poi fare ritorno al campo.

Il giorno dopo solo Manners e Malcangi sono tornati per la scalata finale, portando con sé gli sci, con l’intenzione di sciare ininterrottamente dalla vetta fino alla fine del ghiacciaio sottostante.
La salita ha richiesto un adattamento costante: saltare crepacci, scalare tratti ghiacciati, aprirsi la strada tra neve fresca e crosta, risalire con le pelli di foca, attraversare fragili ponti di neve e affrontare terreni esposti. Un percorso di vero e proprio scialpinismo, con salite scomode e trasporto degli sci sugli zaini, movimenti precari su terreni tecnici e discese in corda doppia su ghiaccio e per superare un crepaccio troppo grande per essere saltato.
Tutto ciò li ha portati a oltre 6.000 metri di altitudine. La salita e la discesa sono state realizzate in un’unica soluzione, affrontando un dislivello di circa 1.200 metri dal campo base.
Sebbene Manners e Malcangi siano riusciti a sciare senza interruzioni dall’alto verso il basso, hanno stimato la lunghezza totale della discesa in circa 900 metri, escludendo la parte inferiore del ghiacciaio, più crepacciata.

I due hanno battezzato la discesa Acceso Momentáneo (“Accesso Momentaneo”), ispirandosi alle conversazioni con le guide locali, che descrivevano la via come inaccessibile da anni a causa delle mutevoli condizioni dei ghiacciai.
Per Fay Manners e Marco Malcangi il percorso ha confermato le aspettative: complessità, incertezza e un fugace momento in cui un terreno impervio ha permesso, seppur brevemente, il passaggio.
Tutte le immagini: coll. Fay Manners e Marco Malcangi

