Kilian sull'Everest nel 2015 - Up-Climbing

Kilian sull’Everest nel 2015

Il progetto è lo stesso che ha visto, nell’estate 2013, il catalano Kilian Jornet Burgada salire e scendere in scarpette da trail dal Cervino (4478 m) in 2h52′ umiliando (si fa per dire) l’approccio da lotta con l’alpe. A breve l’Aconcagua (6959 m), in Argentina, poi, nel 2015, l’Elbrus (5642 m), in Russia, e l’Everest (8848 m). Ancora una volta per sconvolgere gli dei della montagna?
In realtà no, ma "per realizzare – scrive Kilian a proposito di ‘Cime della mia vita’ – la salita alle cime che avevo sognato da bambino" A proposito del Cervino, per esempio, il cui record di salita e disceda lungo la Cresta Leone era detenuto dal valdostano Bruno Brunod prima dal 21 agosto 2013, quando Kilian avrebbe fatto l’inimmaginabile in 2h52′, Kilian dice: "In camera mia avevo un poster del Matterhorn e non pensavo che un giorno sarei stato lì ad ammirarne la bellezza, pronto a sfidare il record di Bruno Brunod, colui che mi aveva ispirato per anni".
Certo, ora è imminente il re delle Americhe, quell’Aconcagua che sfiora i 7000 metri, ma è la cima più alta del globo, l’Everest, a solleticare le fantasie degli appassionati: cosa andrà a fare nel 2015 Kilian all’Everest? Come lo salirà? Per cominciare a rispondere a queste curiosità il marziano catalano rilascia interviste in cui svela alcuni dettagli, alcune idee, come di recente alla rivista Desnivel.
"Intanto vedrò di eliminare il concetto di campo base come base logistica di lunga permanenza. Farò quel che si fa a Chamonix: si prende lo zaino e si sale sul Monte Bianco. Uno zaino da 40 litri con quel che serve, e questo è tutto. Una decina di chili. Penso che l’Everest possa essere scalato partendo dai piedi della montagna tornando ai piedi della montagna in giornata. Con uno zaino da 40 litri, che appunto sono circa 10 kg, si può andare dappertutto. Un peso maggiore significa anche progressione più lenta, permanenze di più giorni… è un circolo vizioso. L’obiettivo è quello di salire e scendere in giornata. Partirò da Kathmandu e arriverò all’ultimo villaggio prima del campo base. Da qui farò veloci puntate alla montagna, evitando il campo base. L’idea è di salire per la Norton, che è una via diretta, un po’ tecnica ma normalmente in buone condizioni".
Considerati tutti i fattori, dalle condizioni della montagna alla meteo, dalla scarsità di ossigeno alla quota e all’acclimatamento, il discorso si sposta dal record allo stile, e lo stesso Kilian ne è perfettamente consapevole tanto che, nelle sue dichiarazioni, ha lasciato chiaramente intendere che sono le montagne a dettare le regole e, a volte, bisogna tornare indietro, avere pazienza, attendere. Di fatto in questo approccio alla montagna si intravede una nuova mentalità. Un’evoluzione solitaria dello stile alpino? Forse…
Una cosa è certa: c’è da scommettere che gli occhi del mondo e degli appassionati nel 2015 saranno puntati sulla grande montagna.
Lorenzo Scandroglio
 

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