09 Apr Pic Sans Nom, parete est
A poche ore dall’inizio della quarantena, Jérémy Rumebe e Damien Coelho-Mandes si sono regalati la prima discesa della parete est del Pic Sans Nom (Écrins).
Il Pic Sans Nom non è accessibile in scialpinismo e offre poche possibilità anche per lo sci ripido/estremo. La sua parete est, dominante il Glacier de Sialouze, si eleva in un contesto soleggiato e roccioso: la neve si trasforma rapidamente e altrettanto rapidamente scompare, specialmente sulle cenge e sui passaggi esposti.
Jérémy Rumebe e Damien Coelho-Mandes però hanno saputo cogliere un raro momento di buone condizioni, con ottimo innevamento proprio nei versanti sud e sud-est. La linea di discesa seguita dalle due guide corrisponde in gran parte a quella della via normale.
Partiti da Pelvoux les Clots, hanno raggiunto sci ai piedi Ailefroide (la strada era ancora chiusa) e da lì sono saliti al Refuge du Pelvoux. Il giorno dopo sono partiti presto e hanno raggiunto la cima del Pic Sans Nom lungo la via normale. Durante la salita hanno incontrato due tratti di misto/roccia: il primo all’attacco, il secondo nel lungo, caratteristico traverso verso sinistra che si svolge al di sopra del salto roccioso basale della montagna. A monte del traverso hanno trovato invece ottimi pendii nevosi da concatenare fino in vetta.
Poco dopo le 9 si sono lanciati nella discesa. I primi 150 metri, piuttosto omogenei dal punto di vista della morfologia, sono oltre i 45°. Dopo 300 m i due sciatori hanno ritrovato la lunga traversata al di sopra delle rocce basali (grande esposizione). Infine un ultimo pendio di neve li ha condotti a un risalto dal quale, con una doppia di 25 metri, sono tornati al Glacier de Sialouze.
Informazioni e immagini fornite da Jérémy Rumebe.

