SKIPASS 2014: oltre l'arrampicata - Up-Climbing

SKIPASS 2014: oltre l’arrampicata

Conclusa l’edizione 2014 di skipass, durante la quale ci siamo concentrati quasi esclusivamente sui Campionati Italiani di Boulder, ecco in breve cosa abbiamo visto di interessante riguardo il freeride, tema storico dell’evento, e le slack line, sempre più vicina al mondo dell’arrampicata.

FREERIDE

Innanzitutto sono stati presentati due eventi fondamentalmente omologhi:
Uno l’ormai collaudato “Madesimo Freeride Festival”, l’altro il nuovo e molto publicizzato “European Freeride Festival” di Livigno. Eventi molto simili tra loro come concezione, che si terranno però in date diverse.

A seguire, sempre nell’area dedicata, si è vista la presentazione del libro “Uomini e neve” di Franz Perini e dello “Scienziato”  Martino Colonna, la presentazione del programma DIY, di come si construiscono i casa tavole e sci freeride (di Ettore Barabino), le proposte di Whitelines, i campi ARTVA e moltre altre iniziative legate alla sicurezza.

Sempre nell’ambito freeride, cura di Richard Felderer, è stata l’organizzazione di un forum sulla sicurezza in fuoripista, che andava a sviluppare la questione della sicurezza attiva da quella passiva. Ovvero voleva andare ad approfondire le differenze tra l’acquistare gli strumenti antivalanga e di autosoccorso e il saper scegliere come organizzare un’uscita di ski-alp o di freeride, con ospiti d’eccezione come il dr Romeo, del corpo forestale dello Stato, Davide Spini, guida alpina, Manuel Lugli, della Ortovox, Paolo Marazzi (pro-telemarker) e Karin Pizzini (progetto Icaro). Forum durato oltre 2 ore a causa dell’ardore dei relatori, che si sono confrontati senza tregua!

Ma di sicuro una delle novità di rilievo è stata la prima edizione dei Freeride Awards. Vista con amore da alcuni ma spesso con troppo spirito agonistico da altri, i freeride awards. Organizzato da terzi per conto di Skipass sono stati comunque interessanti. Richard Felderer presentava e spiegava questi vincitori dal palco.

1. Male Freerider of the Year
Luca Pandolfi 

Per la quantità di attività e l’approccio “clean”, ovvero con minimo uso di mezzi meccanici motorizzati per raggiungere le discese che affronta

2. Female Freerider of the Year

Silvia Mose

Che si è distinta soprattuto per i risultati agonistici conseguiti la scorsa stagione, a cominciare dal Freeride World Tour

3. Best Freeride Performance
Luca Pandolfi

Ha “osato” giocando fuori casa, a quote superiori e con difficoltà e realizzazioni che lo portano a un livello superiore per ampiezza di vedute e orizzonti.

4. Best Freeride Event 

Skieda
Livigno non ha bisogno di presentazioni, il più grosso raduno Telemark d’Europa. La più grande festa per gli amanti della montagna innevata!

5. Best Freeride Photographer
Riky Felderer

Di misura sul collega Belluscio,

6. Best Freeride Coach

Paolo Tassi

Per lo spirito, gli scritti e l’attività di promozione dello sport

7. Best Freeride Location
Livigno

Grazie all’organizzazione di eventi, le infrastrutture sul territorio e per gli investimenti in ricerca nella sicurezza.

8. Best Safety Act

Progetto Icaro.

Perché spontaneo, di basso profilo e autofinanziato. Un esempio da seguire nella promozione della sicurezza e della cultura del fuoripista.


SLACKLINE

tutto a cura del team Spider, la prima azienda di Slackline italiana. da segnalare il contest che porta il loro nome, riproposto dopo la gara ad Altaquota di Bergamo, e che per la prossima stagione si sta strutturando un vero e proprio circuito.
La partecipazione alla gara, strutturata secondo un tabellone a eliminazione diretta, è stata aperta a tutti, con un primo premio di 250 euro messo a disposizione da Spider Slacklines, prima azienda di slackline italiana.
Il livello dei partecipanti è in costante ascesa, e la tappa è stata appannaggio di Nicola Covre, di Verona, su Luca Carozza (Monza), dopo una finale molto combattuta, che ha messo in difficoltà i giudici – tra cui segnaliamo la presenza del grande Mickey Wilson, da Boulder (Colorado), che occupa il quarto posto nel ranking mondiale di trick-line.
Terzo gradino del podio per Nazareno Marcantoni, di Trento.

Abbiamo chiesto a Sirio Izzo, membro del team Spider Slackline, autore di una guida sullo slack-lining di prossima pubblicazione nella collana di manualistica di Versante Sud, un commento tecnico sulla finale. Il suo resoconto testimonia che il livello complessivo è alto, e spesso sono solo piccoli dettagli che fanno la differenza in classifica. Secondo le sue parole, "Nicola Covre ha vinto su Luca Carozza perché i trick erano caratterizzati da un’esecuzione più pulita stilisticamente, nonostante Luca sia riuscito a chiudere anche qualche evoluzione tecnicamente più complicata. Anche Nazareno Marcantoni, dato l’incredibile stile che lo contraddistingue, si è avvicinato tantissimo alla finale – ma si doveva pur scegliere, e la giuria, nella semifinale, ha optato per Luca".
Info e resoconti @ www.spider-slacklines.com
 

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