17 Apr PRIMA DISCESA DELLA PARETE FASANA
Andrea Carì affronta con gli sci la storica “Via dell’Inglese”
Il 5 aprile 2025 la Guida Alpina Andrea Carì ha realizzato la probabile prima discesa assoluta della Parete Fasana al Pizzo della Pieve, nel Gruppo delle Grigne, lungo la “Via dell’Inglese”.
La “Via dell’Inglese” è stata aperta nel 1928 da Cornelio Bramani e Luigi Flumiani. L’itinerario, durante la stagione estiva, oppone difficoltà di IV grado su roccia, ma data la non eccelsa qualità di quest’ultima, la via è attualmente molto più ripetuta nella sua veste invernale, quando si trasforma in un percorso su terreno misto, complessivamente impegnativo per la sua lunghezza e per le caratteristiche impervie dell’ambiente.
Andrea Carì racconta:
«L’idea di percorrere questa via “in contromano” gira all’interno del mondo alpinistico locale da almeno vent’anni anni, quando una primavera davvero ricca di neve aveva fatto apparire la linea nella sua completezza, senza nessuna interruzione data da salti di roccia. Nelle successive stagioni, solo per pochi giorni all’anno si è ripresentata cosi, impedendo e scoraggiando qualsiasi discesa.
Nonostante ciò dentro di me si era insinuata l’idea della discesa, un po’ come un tarlo che rodeva dall’interno, senza però prenderne in considerazione un serio tentativo prima. Questo forse a causa della particolare conformazione della parete, che nella parte superiore è esposta a NE, nella parte centrale N e nel couloir d’uscita E. Ciò mi metteva sempre in dubbio sul timing corretto per poter effettuare la discesa: quando partire? in che periodo della stagione affrontarla? Il pieno inverno, quando le condizioni della neve sono meno variabili in funzione dell’esposizione, la presenza nella parte alta di grossi buchi carsici (la Grigna è uno dei complessi carsici più grandi d’Europa) e l’uscita di aria calda sotto la neve con conseguente formazione di brina di fondo, mi hanno sempre portato a escluderne una discesa per l’altissimo pericolo di valanghe. In primavera, invece, la neve sui salti di roccia è sempre troppo esigua per scendere».

La prima curva nella giornata di riprese video. Foto Marco Trerotola
Quest’anno, grazie all’arrivo del maltempo “al momento giusto”, un’effimera linea di discesa si è formata e ha resistito fino a quando Andrea Carì ha deciso di affrontarla.
«Il tutto è avvenuto a seguito di precedenti tentativi e di uno studio approfondito della linea da seguire in parete, effettuata con ripetute salite dal basso. Durante queste salite sono state attrezzate, in alcuni punti, eventuali linee di fuga, per il caso in cui la neve troppo ghiacciata della parte centrale non permettesse la discesa. Nella parte centrale, infatti, la parete, essendo a forma di colatoio e spazzata nel mezzo da continue valanghe, presenta rigole di neve ghiacciata poco adatte alla sciata. Sui bordi invece l’affiorare di rocce rende difficile la ricerca dei giusti passaggi. Fortunatamente le linee di fuga non sono state usate.
La discesa è avvenuta a seguito di un primo tentativo effettuato dal basso e arenato a metà parete per il troppo vento e dopo un tentativo dall’alto, fallito dopo poche curve. Il tentativo buono è avvenuto sempre dall’alto, salendo dal versante ovest, risalito inizialmente con gli sci e poi con i ramponi ai piedi.
La discesa è lunga circa 600/650m (considerando il conoide valanghivo finale) e oppone, nella prima parte, pendenze intorno ai 45° gradi, seguita da una successiva parte con pendenze intorno ai 50° gradi, con un breve tratto di 55°, e dalla parte centrale, dove si toccano pendenze vicine ai 60°. Le stesse non sono state misurate inclinometro alla mano, ma col parametro del “gomito a monte” e possono essere suscettibili di errore di valutazione, cosi come altre linee sono possibili all’interno del canale, sia più ripide che meno ripide, ma che non sono state percorse in quanto non continue oppure con qualità di neve scadente.

Passaggi tra le rocce. Foto Marco Trerotola
Il grado di difficoltà proposto è 5.3 (forse 5.4). L’itinerario nella sua interezza, a causa di un salto di roccia di circa 80/100m alla base del canale, è una “no fall line”, quindi il grado di esposizione al pericolo proposto è D4.
Il venerdì successivo, ovvero l’11 aprile, sono risalito grazie all’ausilio dell’elicottero – sicuramente poco etico ma necessario per motivi di ripresa – per effettuare alcune immagini video dell’intera linea di discesa effettuata e sciare la parte alta e quella bassa. Con questo materiale, nelle prossime settimane, sarà realizzato un video che racconterà la discesa e la storia della parete, che è stata salita per la prima volta esattamente 100 anni fa da Eugenio Fasana e Vitale Bramani. Buon compleanno Parete Fasana!».

Un ripido e stretto passaggio nella parte inferiore della parete. Foto Marco Trerotola
Il racconto completo della discesa è disponibile a questo link.
Andrea Carì ringrazia per le foto Marco Trerotola e Matteo Zanga e per il supporto tecnico Camp e Reconice.
In copertina: foto Matteo Zanga.

