A STATE OF TRANCE, M7+, A0, 380 m - Up-Climbing

A STATE OF TRANCE, M7+, A0, 380 m

Difficile linea di misto sulla parete nord della Cima Busazza

Difficile arrampicata dry. Foto coll. apritori

Emanuele Andreozzi e Stefano Falezza hanno tracciato A state of trance sulla parete nord della Cima Busazza.

Sono in tutto cinque le vie tracciate nel 2025 da Andreozzi, con diversi compagni, sulla stessa parete: Tomas, Teti, Dell’Eva-Taddei (prima ascensione in stile misto invernale), Maledetta Primavera e A state of trance. Quest’ultima si caratterizza per tre difficili tiri in dry.

Emanuele racconta:

«Questi tre tiri duri ci hanno regalato una bella arrampicata fisica e continua, sempre proteggibile lungo solide fessure. È stato entusiasmante trovare sempre ottimi ganci per le picche, ma in compenso il granito fuori dalla fessura era spesso totalmente liscio, non offrendo nessuna rugosità per i ramponi. Questo fattore, sommato alla verticalità, ha reso la scalata impegnativa».

Gruppo della Presanella, Alpi Retiche meridionali (Trentino-Alto Adige)
Cima Busazza 3326 m, parete nord
A state of trance
Emanuele Andreozzi, Stefano Falezza, 5 febbraio 2025
380 m, M7+, A0

Materiale

Classico da ghiaccio e misto, due mezze corda da 60 metri, doppia serie di friend (da 0.3 a 2 BD, più un 3 BD e un nero Totem). Una buona scelta di nut piccoli e medi, chiodi e martello, eventualmente due viti corte (non usate in apertura). Materiale per attrezzare calate. Lungo la via sono rimasti solo un friend e due nut, incastrati in L3. Gli apritori hanno scelto uno stile “pulito” e si augurano che gli eventuali ripetitori lo rispettino,

Accesso

> Dal Passo del Tonale (BS/TN) come per la scialpinistica classica detta “Cantiere”. Dal parcheggio seguire la strada forestale, sempre ben tracciata, fino a raggiungere l’Alveo del Presena. Al suo termine abbandonare la traccia, dirigersi a sinistra e puntare all’evidente parete nord della Cima Busazza, risalendo la sottostante Vedretta della Busazza, piccola ma crepacciata (attenzione).

> Dal Passo del Tonale (BS/TN) in funivia, con accesso parzialmente in discesa. Prendere i due tronconi dell’ovovia che, dal Passo del Tonale, porta al Ghiacciaio del Presena. Scendere inizialmente lungo l’itinerario del “Cantiere”, poi traversare a lungo, il più alto possibile, sotto il versante nord-ovest della Cima Busazza. Al termine del traverso si ritrova l’itinerario proveniente direttamente dal passo. Mettere le pelli e salire puntando al ghiacciaio e alla base della parete nord. 450 m D+, un’ora e mezza circa. Opzione comoda e sbrigativa, ma poco pratica, perché l’ovovia apre alle solo alle 8.30, quindi si arriva in parete a mattina inoltrata. Consigliabile solo con gli sci.

Itinerario

Fessure ben proteggibili. Foto coll. apritori

Salire per 140 metri circa su terreno agevole, prima sulla via Tra Cuore e Pensiero, poi deviando verso la base dell’evidente fessura-camino che solca il ripido scudo roccioso sovrastante.

L1: tratto chiave in partenza in fessura leggermente aggettante, poi continuità in fessura-camino verticale. Sosta su piccolo ballatoio a destra della fessura principale, da attrezzare con chiodi e grosso spuntone (un chiodo lasciato). M7+ e A0 (M8 in libera?), 40 m;

L2: traversare a sinistra per rientrare nella fessura principale, con ottimi ganci ma sempre molto liscio per i piedi. Tiro splendido e continuo. Sosta da attrezzare su friend e nut sotto il diedro finale. M7 e A0 (M7+ in libera?), 25 m;

L3: superare 15 metri ancora difficili, lungo un estetico diedro con ottimi ganci, poi uscire su neve e ghiaccio facile. Proseguire per altri 40 metri prima di attrezzare la sosta su friend (è anche possibile fermarsi prima). M6+ e A0 (M7 in libera?), 55 m.

Con altre due lunghezze da 60 metri, in leggera diagonale verso sinistra, su neve profonda e misto facile si arriva sulla cresta sommitale.

Discesa

In cresta, pochi metri più a monte dell’uscita, individuare un cordino su spuntone che segna l’inizio delle calate lungo la via La Forza della Mente. Con 7/8 calate si torna alla base. Alcune soste potrebbero essere sepolte dalla neve in determinate condizioni: si consiglia di portare materiale adeguato a rinforzarle o riattrezzarle.

Tutte le immagini: coll. apritori

Nota: l’arrampicata e l’alpinismo sono attività potenzialmente pericolose, che devono essere affrontate con esperienza e consapevolezza. L’uso delle informazioni qui riportate si fa a proprio rischio.
Condividi: