ADDIO A NIRMAL PURJA - Up-Climbing

ADDIO A NIRMAL PURJA

Il celebre autore del “Project Possible” ha perso la vita con altri nove alpinisti sul Broad Peak

Giovedì 30 luglio una grande valanga ha travolto dieci alpinisti impegnati nell’ascensione del Broad Peak. Tra le vittime uno dei più noti alpinisti del momento: Nirmal “Nimsdai” Purja.

La valanga si è abbattuta a circa 6600 metri di quota, tra il Campo 2 e il Campo 3, travolgendo dieci persone. Le vittime, ormai accertate, sono: Nadhira Ahmed Abdullah Al Harthy (Oman), Mallory Geis (USA), Sohail Sakhi (Pakistan), Wang Zhong (Cina) e i nepalesi Kili Pemba Sherpa, Nima Sherpa, Gyalu Sherpa, Pur Bahadur Gurung, Nawang Thundu Sherpa e Nirmal Purja.

Purja ha fatto la storia dell’alpinismo in particolare con due imprese. La prima, quella che lo ha fatto conoscere al mondo, è stata il “Project Possible”, realizzato grazie a un’organizzazione “militare” (Nirmal Purja è stato membro della Brigata Gurkha, al servizio dell’esercito del Regno Unito), che lo ha portato a collezionare le ascensioni di tutti i quattrodici Ottomila in tempo di record: dal 23 aprile al 29 ottobre 2019.

Nel gennaio 2021 Purja ha ottenuto il suo successo più grande: la prima salita invernale al K2, portata a termine insieme a una squadra interamente nepalese. Da allora ha continuato a frequentare gli Ottomila come guida, segnando anche nuovi record, il più recente dei quali (maggio 2026) è stato il concatenamento delle ascensioni di Everest e Lhotse senza ossigeno supplementare in 13 ore e 42 minuti.

Al momento della sua scomparsa, Purja aveva al suo attivo 56 Ottomila, di cui 28 raggiunti senza utilizzare ossigeno supplementare. Con i suoi successi e la sua notorietà Purja ha dato un contributo determinante al processo di affermazione degli alpinisti nepalesi che, da umili portatori, si stanno evolvendo, in numero sempre maggiore, a esperti professionisti dell’altissima quota.

In copertina il Broad Peak, Foto di Daniel Born su Unsplash

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