25 Giu CLIMBING SPOT: GRANDE GRIMPE
Una delle più grandi classiche del versante nord della Presolana Occidentale

La porzione sinistra della parete. Grande Grimpe è la seconda linea da sinistra. Foto M. Panseri dalla guida Presolana, di Maurizio Panseri e Matteo Bertolotti, ed. Versante Sud.
ll versante nord della Presolana Occidentale è ricco di itinerari d’arrampicata, per lo più impegnativi: uno dei più classici è Grande Grimpe (6c, 550 m).
Come la maggior parte delle vie della parete nord, Grande Grimpe affronta la metà inferiore della struttura, più compatta e verticale, ed esce sulla grande Cengia Bendotti. Al di sopra della cengia la parete si fa articolata, adagiata e solcata da canali: poco interessante per l’arrampicata.
Aperta il 14 e 15 agosto 1989 da Ennio Spiranelli, Gigi Rota e Franco Nembrini, Grande Grimpe è stata ripetuta per la prima volta da Giovanni Noris Chiorda e Paolo Pelizzari il 16 agosto 1989, in libera. La prima ascensione invernale è stata realizzata da Ennio Spiranelli e Giangi Angeloni nel 2000.
La difficoltà massima della via è 6c (6a+ obbl.). La chiodatura, aggiornata in seguito da Ennio Spiranelli, è a chiodi e fix (RS3).
Materiale
Classico da roccia con rinvii, cordini, friend, nut, chiodi, staffe, fifì e 2 corde da 60m.
ACCESSO
A Colere in Val di Scalve (BG) dirigersi parcheggio degli impianti sciistici. Salire quindi al Rifugio Albani a piedi, lungo sentiero n. 403, oppure prima in seggiovia fino al Rifugio Cima Bianca, quindi sul sentiero n. 311 fino al Rifugio Albani.
Tra le oltre trenta vie della parete, Grande Grimpe si trova nel settore sinistro. Dal Rifugio Albani scendere in direzione del Passo della Guaita. Oltrepassare una baita e, presso la conca del laghetto del Polzone, abbandonare il sentiero. Traversare per tracce in direzione della parete. Risalire infine i ghiaioni. 10/15’ dal rifugio.
Relazione

Schema della via dalla guida Presolana, di Maurizio Panseri e Matteo Bertolotti, ed. Versante Sud.
L’attacco si trova a destra della via Papè Satàn. Salire lungo la cengia che si trova alla base della parete per una decina di metri, fino ai piedi di un pilastro verticale (chiodo concordino e fix).
L1: partire dal diedro a destra, poi spostarsi a sinistra sul muretto e puntare in diagonale a sinistra fino a una cengia. 15m, 5b.
L2: superare uno strapiombino a sinistra e continuare lungo una stupenda placca verticale, con difficoltà continue, percorrendo una linea ad arco. Traversare a destra per raggiungere la sosta. 25m, 6c.
L3: proseguire in diagonale a destra lungo una placca grigia compatta e a buchi. 30m, 6b.
L4: traversare a destra, doppiare uno spigolo, poi scalare uno strapiombo. Sosta su cengia a sinistra. 20m, 6a+.
L5: salire alla prima protezione e traversare in orizzontale a sinistra con movimenti delicati. Proseguire dritti lungo una placca grigia che diviene sempre più compatta e con difficoltà crescenti. Portarsi sotto una fascia strapiombante, spostarsi qualche metro a destra e sostare. 30m, 6a+.
L6: procedere verso destra lungo una placca compatta, poi percorrere una rampa erbosa fino alla sosta. 25m, 5a.
L7: risalire la fessura posta a destra fin sotto uno strapiombo e traversare in placca a sinistra. 35m,5c.
L8: traversare a sinistra e, per rocce articolate, entrare in un diedro. Seguirlo fino alla cengia dove, sulla destra, si trova la sosta. 30m, 5b.
L9: proseguire con facile traverso a destra lungo la cengia. Sosta in comune con Distanziamento a-sociale in un antro giallastro. 40m, 3a.
L10: proseguire pochi metri a destra, doppiare lo spigolo e scalare un muro di roccia lavorata fino a un chiodo. Continuare in diagonale verso destra, con difficoltà crescenti, fino alla base di un diedro.45m, 5a.
L11: salire il diedro fessurato fino al termine. Sostare a sinistra (grande clessidra). 35m, 6a.
L12: percorrere la placca verso sinistra e salire in verticale lungo uno spigolo arrotondato. 20m, 6b.
L13: procedere per placche verso destra sotto una fascia strapiombante. Continuare lungo la cengetta fino alla sosta, in comune con la Zanetti/Gibellini. 25m, 5a.
L14: tornare a sinistra alcuni metri e salire in diagonale verso sinistra lungo una bella placca lavorata fino ad entrare in un diedro. Risalirlo interamente. 20m, 6a+.
L15: salire in diagonale a destra per placche lavorate, poi tornare a sinistra fino alla sosta, situata all’ingresso del canale d’uscita. 30m, 5b.
L16: seguire il canale che diviene camino. 35m, 4a.
L17: percorrere alcune rampe verso destra in direzione del centro del camino. Nel punto in cui diviene strapiombante, uscire a sinistra, poi rientrare a destra. Sostare nel centro del canale. 50m, 5a.
L18: proseguire per un breve tratto verticale, finché il terreno si abbatte e l’arrampicata diviene discontinua. Attrezzare una sosta (spuntoni). 80m, 4a.
Discesa
All’uscita della via intercettare la traccia che percorrere il Cengione Bendotti e seguirla verso sinistra (faccia a monte). Il percorso è segnalato con poco evidenti tracce di vernice. Il cengione si restringe progressivamente e, quando si fa più esposto, si trovano fix con anelli e chiodi. Raggiunta una spalla erbosa, scendere in diagonale per zolle erbose verso un canalino. Scendere lungo il canalino con una calata (15 m, ancoraggi poco visibili) oppure arrampicando, quindi proseguire verso sinistra (faccia a monte), seguendo la traccia e i bolli e utilizzando le protezioni presenti. Più avanti si incontra un punto molto esposto, attrezzato con un cavetto d’acciaio. Al suo termine due brevi doppie da 25 metri depositano su alcune terrazze. Seguire la traccia e i segnali di vernice, sempre verso sinistra (faccia a monte), e traversare fino all’ultima costola, dove si scende ad un fix con anello. Due brevi doppie da 25 metri permettono di calare lungo la dorsale (è possibile arrampicare in discesa, II). Al termine della seconda calata entrare in un canale, spesso innevato, che si apre a sinistra (faccia a monte), e risalire sulla sponda opposta (due bolli rossi evidenti). Individuare il fix con anello per l’ultima calata di 30 metri, che conduce al ghiaione o al nevaio sottostante la parete.
Informazioni tratte da Presolana, di Maurizio Panseri e Matteo Bertolotti, ed. Versante Sud.
Nota: l’arrampicata e l’alpinismo sono attività potenzialmente pericolose, che devono essere affrontate con esperienza e consapevolezza. L’uso delle informazioni qui riportate si fa a proprio rischio.

