IL VALLONE DEL GRAN DUBBIONE CON RICCARDO VOLPIANO - Up-Climbing

IL VALLONE DEL GRAN DUBBIONE CON RICCARDO VOLPIANO

Riccardo Volpiano racconta le sue aperture nel selvaggio Vallone di Gran Dubbione sulla parete di Roca Rusa, e la libera di una delle sue linee insieme a Matteo Della Bordella, il suo mentore durante il progetto del CAI Eagle Team.

Richi impegnato su uno strapiombo, fonte: Riccardo Volpiano

Matteo Della Bordella, mentore e anima del progetto CAI Eagle Team, non nasconde il suo entusiasmo nel vedere i frutti di questo percorso: non solo performance atletiche, ma una nuova generazione di scalatori capace di guardare la roccia con occhi critici, etica rigorosa e spirito d’esplorazione. Dice infatti Matteo: “Per me è stato fantastico vedere come il percorso fatto con il Cai Eagle Team, dove abbiamo visto le varie tecniche di apertura, abbia portato Riky ad aprire e valorizzare ormai una decina di vie nuove, spesso su pareti vergini o poco conosciute. Che poi un ragazzo fatto di passione e talento, come Riccardo, sarebbe quasi sicuramente arrivato a raggiungere gli stessi risultati, ma aver assistito a questo processo di crescita è stata una bella soddisfazione!”

Matteo scala sulla via, fonte: Riccardo Volpiano

Ecco la narrazione di Richi:

“Il Vallone di Gran Dubbione è un angolo selvaggio vicino alla mia seconda casa, uno di quei posti dimenticati che mi gasano proprio perché totalmente sconosciuti. Avevo già aperto qualcosa in zona, ma su pareti dove correvano altri itinerari; poi un giorno mio papà, durante una passeggiata, ha scovato una struttura che sembrava completamente vergine, spingendomi ad andare a “metterci il naso”. La prima linea nata è Mai Facil, un’apertura dal basso che alterna un tiro trad su fessura a un muro liscio e fisico che mi ha richiesto ore di impegno. Proprio durante questi sforzi ho notato una fessura bellissima, “tagliata col laser”, che è diventata il cuore di Bastansa Dificil (non potevo che chiamarla così).

Per l’apertura è stato fondamentale il supporto di mio padre: poiché i tiri erano troppo duri per lui, ci calavamo dall’alto lungo la prima via fino al punto raggiunto in precedenza, permettendomi così di ripartire ogni volta dal basso in libera.

In questo progetto l’influenza di Teo è stata centrale: ho adottato la sua filosofia di apertura “pulita”, scalando rigorosamente da uno spit all’altro senza ricorrere all’artificiale, restando spesso appeso ai cliff o a una sola mano per attrezzare. L’unica eccezione è stata un singolo passaggio dove, non riuscendo a decifrare la sequenza, ho dovuto tirare uno spit per progredire; superato quel dubbio, la linea si è rivelata meravigliosa. Il momento della verità è arrivato proprio con Teo durante la libera: restando più bassi rispetto alla linea originale degli spit, siamo riusciti a trovare la sequenza risolutiva. Teo ha liberato il tiro confermando un solido 7c, trasformando quel punto interrogativo in un passaggio entusiasmante.

Matteo sulla bellissima fessura della via, fonte: Riccardo Volpiano

Per permettere di scalare la via in libera, abbiamo concordato di piazzare (in primavera!) un cordone fisso in modo che ci si possa rinviare agevolmente anche passando bassi come Teo.

Infine, dopo queste due linee impegnative, ho voluto cercare una “via normale” che rendesse la parete accessibile a un pubblico più vasto. Proprio nel settore più strapiombante, ho individuato un itinerario più articolato che, con difficoltà massime di 6a+, conduce fino in cima. L’ho chiamata Lacrime di Resina, poiché per attrezzare l’ultima sosta su un albero abbiamo dovuto potare alcuni rami, causandone la fuoriuscita di resina.

Aprire questa linea mi ha regalato una grande soddisfazione: rispecchia l’essenza dell’alpinista che sa scovare il facile nel difficile e funge da invito per far scoprire questo luogo solitario a più persone. L’idea è che gli scalatori, attirati da una via più approcciabile, possano poi ammirare e magari cimentarsi sulle linee più dure. Con due ultimi progetti ancora in corso, la parete sarà presto satura nelle sue linee più logiche; il mio desiderio è festeggiare la conclusione dei lavori con un raduno di inaugurazione, celebrando la bellezza di questo angolo di vallone.”

Foto di anteprima: Richi sorridente in parete, fonte: Riccardo Volpiano

Alessandra Prato

 

 

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