06 Ago KATHERINE CHOONG RIPETE YEAH MAN, 8B+
L’atleta svizzera scala una delle multipitch più belle e impegnative del suo paese
Lunedì 27 luglio Katherine Choong ha ripetuto la difficile Yeah Man (8b+, 350m) sul Grand Pfad (Gastlosen, Svizzera).
Aperta nel 1999 da François Studemann e Guy Scherrer, Yeah Man è stata liberata nel 2004 da Josune Bereziartu e Rikar Otegi. Le difficoltà dei nove tiri, per 350 m di arrampicata, sono: 7a+, 7b+, 7b+, 7c, 8a+, 8a, 8a, 8b+, 7a.
Katherine Choong ha affrontato la via insieme a Jim Zimmermann, scalando da prima su i tiri dal grado 8 e alternandosi con il compagno sugli altri.

«La prima volta che ho provato Yeah Man, nel 2020, me ne sono andata convinta che non ci sarei mai più tornata», racconta Katherine. «I quattro tiri di grado 8 mi erano sembrati impossibili. I movimenti erano troppo lunghi per me, senza alternative. Ma, nel corso degli anni, questa via ha continuato ad attirarmi».
«Nel 2025 ho chiesto a Cédric Lachat di aiutarmi a trovare la strategia giusta per la mia altezza di 158 cm. Abbiamo passato una giornata a provare di tutto, soprattutto sulla placca di 8° grado. Non riuscivo a fare i movimenti ma, per la prima volta, la via non mi sembrava più impossibile, solo incredibilmente difficile. Così ho accettato la sfida».
«Ai primi di giugno del 2026 ho trascorso due settimane lassù. Ci ho messo un’eternità a trovare i movimenti giusti per me ed ero ancora lontana dalla prospettiva di una salita completa. Ho iniziato a farmi domande, in preda a uno stato d’animo che a volte mi assale: la “sindrome dell’impostore”. Mi chiedevo perché, pur essendo “un’atleta professionista”, stessi faticando tanto senza riuscire a scalare la via in due settimane intense».
Katherine e il compagno di cordata sono tornati ai rispettivi impegni, dedicandosi alla salita nei weekend, quando il tempo lo permetteva. Poi, lunedì 27 luglio, l’ascensione è finalmente riuscita, nonostante i pronostici fossero poco favorevoli.
«Il 27 luglio non mi sembrava proprio la giornata giusta. Ho faticato fin dai primi tiri. È arrivata una leggera pioggia con nebbia, e la placca di 8a (tiro 6) è diventata incredibilmente scivolosa. Sono scivolata e caduta tre volte su questo tiro, dove non ero mai caduta prima, riuscendo a chiuderlo al quarto tentativo.
«All’inizio del tiro di 8b+ (tiro 8), dopo aver superato tutti i tiri precedenti, completamente esausta, ero convinta che fosse finita. Jim Zimmermann ha fatto un tentativo incredibile, ma è caduto appena sotto la sosta. Poi è venuto il mio turno. Sono rimasta così colpita dalla determinazione di Jim che non potevo arrendermi, anche se mi sentivo stanca. Movimento dopo movimento, ho continuato a lottare, tremando su ogni appiglio, con le braccia che mi imploravano di mollare ma la mente che si rifiutava di arrendersi. Sono arrivata all’ultima placca, dove ero caduta la settimana prima. Allungandomi completamente su ogni movimento, per raggiungere gli appigli lontani, ho sentito i miei amici che mi incoraggiavano da sotto. Mi hanno dato la forza di continuare e, in qualche modo, ho raggiunto il top».
«Ringrazio gli apritori per aver attrezzato questo capolavoro, lo staff de Le Chalet du Soldat per avermi fatto sentire a casa e Jim. Non avrei potuto immaginare di condividere questo viaggio con nessun altro. Ora tocca a te!».
Foto Rémi Degenne (@rem.dgn)

