15 Apr Silvia Vidal apre Espiadimonis (1.300 m, A4/6b)
La spagnola Silvia Vidal ha aperto, sulla parete della Serrania Avalancha, nella Patagonia cilena, Espiadimonis (1.300 m, A4/6b), raggiungendo la cima della montagna, ancora inviolata.
La salita si è svolta dall’8 di febbraio al 10 marzo, 32 giorni consecutivi in parete senza mai scendere alla base. La Vidal è una specialista di questo genere di avventure in luoghi remoti, nel 2010 ha aperto Naufragi un’altra big wall in India di 1000m
Silvia ha raccontato a Desnivel la sua salita.
" Espiadimonis significa "libellula" e ha uno sviluppo di 1300 metri fino a dove la parete perde in verticalità, poi ci sono 200 metri fino alla cima con difficoltà max 4+ e un facile tratto di neve.
Sono rimasta 32 giorni consecutivi e senza mai scendere sulla parete della Serranía Avalancha. Per la discesa in corda doppia (per la stessa via), ci sono voluti 3 giorni. Dei 32,, 16 giorni (per fortuna non consecutivi) sono stati trascorsi nel portaledge, senza poter né scalare né manovrare
Per quanto riguarda la via, sale su una parete che emerge da un lago, ed è stata raggiunta in gommone; c’era una sola via (Araucania), ma che non arrivava in vetta, che era dunque vergine.
L’avvicinamento avviene attraverso una foresta, attraverso la quale è stato necessario aprirsi la strada con un machete per andare a trovare tracce di "sentiero". Il tutto per circa 8 ore, se si sa dove andare, attraversando un paio di fiumi selvaggi.
All’andata due alpinisti mi hanno aiutato a trasportare i carichi, ne, abbiamo fatti due, ciascuno di 25 kg, mentre per la discesa mi sono arrangiata da sola e ne ho fatti cinque di 25 kg.
Ho trascorso quasi due mesi da sola nella zona; ha piovuto molto, cosa che lì è normale. Le forti piogge potevano durare anche giorni, e allora la parete si trasformava in una specie di fiume dalle impressionanti cascate, che rendeva impossibile salire o fare qualsiasi tipo di manovra. Per questo motivo ho passato ben 16 giorni nel portaledge. Quando pioveva era impossibile calarsi in alcuni tratti della via, per cui spesso avevo dei dubbi se sarei riuscita a raggiungere la cima e a scendere.
Come sempre, ero senza alcun mezzo di comunicazione, niente telefono, niente radio, niente previsioni del tempo.
Una volta finita la via sono incominciati i trasporti, che mi hanno occupato per 1 settimana.
E qui ho avuto la più grande paura, perché uno dei fiumi che avevo attraversato all’andata era completamente impraticabile. Ho dovuto aspettare quattro giorni finché non è stato possibile attraversarlo e sono stata molto fortunata che per tre giorni consecutivi non ha piovuto, ed è sceso considerevolmente il livello dell’acqua.
Durante i tre giorni di discesa in doppia avuto un sacco di problemi causati dalle corde che si incastravano,, così in un paio di occasioni ho dovuto tagliarla.. Ho fatto del mio meglio per recuperarla, tornare indietro, ripetendo il tiro … non c’è stato niente da fare niente ha funzionato. Dico questo perché per me questa è spazzatura che ho lasciato lì
Sul lago ci sono i resti di una vecchia capanna e anche lì ho trovato spazzatura: per quel poco che ho frequentato la zona, mi è sembrata veramente troppa! Penso che siano queste cose alle quali dovremmo dare importanza."
Fonte: Desnivel
Foto: Silvia Vidal da Desnivel

