Canna di pistola - Up-Climbing

Canna di pistola

 "Per qualche motivo i giornalisti continuano a chiamarmi per avere la mia opinione sui fatti dell’Everest – una montagna che non ho scalato in un continente che non ho mai visitato." Così Andy Kirkpatrick inizia un salace commento ai recenti avvenimenti himalayani, senza risparmiare toni caustici nei confronti dei giornalisti del settore.
"La mia risposta è che io sono un arrampicatore e che l’Everest non è una scalata, ma una camminata. La cosa lascia il mio interlocutore telefonico un po’ confuso e imbarazzato, mentre consulta i suoi appunti. ‘Sì, continuo, se devi scavalcare un corpo esanime a metà strada, la salita è classificata come una camminata. Nelle vere scalate, i corpi cadono giù dalla montagna. ‘Che cosa ne pensi delle morti recenti, continuano, ignorando quanto ho appena detto, con la penna pronta: ancora una mia frase da citare e hanno l’articolo pronto."
Kirkpatrick, a metà fra il serio e il faceto, fa notare come la morte (altrui) conferisca grandezza all’avventura dei tanti che intraprendono la "camminata" sull’Everest, e paragona i rischi corsi dai sedicienti alpinisti al  succhiare la canna di una pistola carica".
"Non me ne frega un c***o dell’Everest" dichiara senza mezzi termini a chi lo interroga. "E nemmeno agli altri dovrebbe importare. A chi interessa tutta la spazzatura che si accumula lassù […], a chi interessano le corde fisse[…]? E che cosa ne dite dello sfruttamento dei portatori e degli sherpa? Avete mai visitato un paese in via di sviluppo, e visto che cosa non fanno le persone pur di sopravvivere?"
di Elena Corriero
Dal blog di Andy Kirkpatrick
Link alla versione integrale in inglese
Link alla presentazione di Psychovertical
 

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