Barbara Zangerl, Trilogia e non solo - Up-Climbing

Barbara Zangerl, Trilogia e non solo

Barbara Zangerl, poliedrica e fortissima scalatrice austriaca, ha concluso con successo quella che è nota come la Trilogia delle Alpi: Silbergeier, The End of Silence e Des Kaiser neue Kleider. Ma Babsi è famosa anche per essere una fortissima boulderista (primo 8b femminile al mondo) e arrampicatrice sportiva. A Maggio, l’avevamo seguita al Melloblocco per realizzare un video sull’evento, e si è mostrata per quello che è: una ragazza semplice, cordiale e determinata.

L’abbiamo contattata nuovamente per fare quattro chiacchere con lei e scoprire cosa si cela dietro queste prestazioni al top, alla sua passione per l’arrampicata e nella sua vita.

Questa è solo un’antepirma; potrete gustare l’intervista completa, accompagnata da una raccolta fotografica da brivido, nel prossimo numero di Up, annuario europeo di alpinismo che verrà pubblicato a febbraio 2014.


INTERVISTA A BARBARA ZANGERL
di Stefano Michelin
 
Prima di tutto complimenti per la Trilogia delle Alpi. Sii sincera, da quanto pensavi a questo progetto?
Inizialmente volevo provare solo Silbergeier poi però mi sono dovuta fermare un po’ a causa dell’infortunio (alla schiena). L’anno seguente mi sono messa alla ricerca di un progetto che avesse all’incirca le stesse caratteristiche e lo trovai con End of Silence. A due anni di distanza, riprovai ancora una forte attrazione per il masterpiece di Beat Kammerlander e…la feci. A quel punto volevo finire la Trilogia con Des Kaisers neue Kleider ma avevo anche un certo timore misto rispetto per quella via. All’epoca non avrei mai immaginato di riuscire anche sul Kaisers.
 
In cosa differiscono le tre vie e ci sono elementi in comune?
Silbergeier ed End of Silence sono vie più tecniche e mentalmente più impegnative. Keisers mi è parsa più dura e stressante fisicamente, con una scalata più atletica. Alcune lunghezze sono di pura potenza ma i runout di quelle più facili non sono così lunghi come nelle altre. Ogni via ha comunque avuto qualche elemento speciale e sono state tutte di grande impegno e mi hanno fatto vivere sensazioni straordinarie. I tiri più belli forse sono quelle di Silbergeier ma anche nelle altre due c’erano lunghezze da impegno totale; dei veri test. 
 
Quale ti ha messo più in difficoltà o emozionato?
La lotta più grande l’ho avuta proprio su Des Kaisers neue Kleider all’ottava lunghezza. Ho dovuto provarla sette volte. Mentalmente era stressante. Anche su End of Silence ho fatto dei bei voli e alla fine dubitavo di riuscirci. Silbergeier invece andò via abbastanza bene; forse perché non avevo pianificato un vero e proprio tentativo per quel giorno (zero tensione!).


Molte delle tue realizzazioni, non tutte ovviamente, sono abbastanza vicino a dove vivi, giusto? Sei stata in Yosemite con Hansjorg Auer ma quando vedremo Barbara in Chile, China, Brasile o Baffin ad esempio? E quali sono le mecche del futuro?
Sì, è vero, molte delle mie realizzazioni sono in posti abbastanza vicino a dove vivo. Voglio comunque visitare posti nuovi più avanti, anche per conoscere nuove persone e culture, un aspetto che da sempre un senso in più all’arrampicata ed a un viaggio in generale. Patagonia, Chile e Madagascar sono posti che vorrei vistare ma senza limitarmi a fare una via, fissandomi su di essa. Vorrei scalare il più possibile su vie diverse con differenti stili.


…continua su Up, ANNUARIO DI ALPINISMO EUROPEO, uscita febbraio 2014!
 

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