TEST: FUTURA di La Sportiva - Up-Climbing

TEST: FUTURA di La Sportiva

Ho potuto apprezzare la tecnologia No Edge già un decennio fa circa, quando uscirono le prime Futura, il primo prodotto con cui La Sportiva sperimentò questa innovativa idea del minimo spessore in punta. Si può quindi definire questo un test prodotto di lungo periodo, avendo seguito negli anni la Futura nella sua evoluzione, peraltro minima in quanto ben riuscita già alla sua prima edizione.

Due parole innanzitutto sul concetto di No Edge, forse un po’ difficile da capire per chi è legato alla scalata su tacca, ma che a mio avviso è un passo in avanti nella realizzazione di scarpette, soprattutto nei modelli che puntano alla sensibilità, come quelli con poca o nulla intersuola.

Perché? Perché nelle suole classiche, lo spigolo in punta non esiste se non nelle prime 3 giornate di scalata. Per la maggior parte della nostra attività sportiva utilizziamo scarpette la cui punta è diventata tonda! Se poi vogliamo dirla tutta l’angolo retto della suola che combacia con la tacca a 90°, come fossero mattoncini LEGO, è un sogno. Un sogno che ci fa stare bene, ma che resta un sogno. Nel 99% dei casi, o avete lisciato lo spigolo, o la tacca non esiste. Se invece tacca di appoggio e spigolo della suola si palesano miracolosamente insieme, avete buone probabilità di mancare per imprecisione l’operazione millimetrica, e l’incastro dei sogni svanisce. Nella stragrande maggioranza dei casi, non ve ne accorgerete nemmeno, spalmerete la punta sulla tacca.
A questo punto, su scarpette che cercano la massima sensibilità, tanto vale rinunciare allo spigolo per avere sotto l’alluce uno strato di gomma costante e omogeneo, fatto apposta per essere spalmato, e che vi permette di percepire al meglio cosa state caricando.

Queste due foto danno l’idea di ciò che sto dicendo: sono scarpette La Sportiva classiche, entrambi modelli di alta gamma dopo pochi giorni di utilizzo, confrontati con la punta delle mie nuove Futura. Come vedete la rotondità della punta è esattamente la stessa, con una differenza: le Futura sono state progettate per essere così, hanno lo stesso spessore e quindi la stessa sensibilità sotto tutta la superficie dell’alluce, le altre no: avranno uno spessore variabile dai 3-4 mm ai 2 millimetri, diminuendo sensibilità in alcune parti del piede in appoggio.

La gommatura sul dorso della scarpetta è contenuta a vantaggio della flessibilità. Evidente nella foto anche il sistema di tensionamento.

Analizzato il concetto di No Edge, guardiamo le altre caratteristiche delle Futura: più rigide delle Mantra e appena più morbide delle Mandala, altri due modelli non stringati, si caratterizzano in chiusura per il sistema di tensionamento Fast Lacing System, lo stesso usato sulle Solution, con un velcro fissato su una sottile fettuccia che si tensiona scorrendo in una piccola asola. È un sistema che ho riscontrato piuttosto delicato in alcuni modelli di Solution ma che per ora sulle Futura non mi ha dato problemi.

In fase di calzata non da segni di cedimento

Consiglio comunque di porre attenzione all’operazione di tensionamento, sia per non usurare la fettuccia durante lo scorrimento nell’asola, sia e soprattutto per avere una fasciatura del piede più accurata. Nelle più rigide Mandala il sistema utilizzato è invece simile a quello delle Skwama, una fascia in pelle larga alcuni centimetri al posto della fettuccia: decisamente più resistente ma che forse paga un po’ in precisione.

Sempre sulla resistenza del prodotto: ho preso una taglia molto stretta (calzo il 40.5 su un piede 44), a volte alcuni modelli tendono a rompersi sul tallone forzando molto nella fase di sfilamento della scarpetta dal piede, tirando gli anelli di fettuccia in senso inverso alla calzata, cosa che non sembra accadere su questo modello di Futura.

Il tallone è il classico e la gommatura in punta è consistente ma non estesa fino all’allacciatura: ciò permette una maggior flessibiltà dell’avanpiede rispetto alle Mandala (con gommatura più ampia), valorizzando la spinta del P3 System, altro brevetto che caratterizza i modelli di punta di La Sportiva.

In evidenza la suola Vibram® XS Grip2 3mm e la fascia di gomma che tensiona la scarpetta sul tallone incrociando sotto la pianta del piede.

Come tutti i modelli con poca o nulla intersuola, sono scarpe consigliate ovviamente a chi vuole sensibilità e ha una buona forza plantare, se vi piace l’idea del No Edge, ma siete pesanti o per problemi agli alluci necessitate di un maggior sostegno, ponete attenzione alle Mandala, un’ottima alternativa.

Io consiglio a tutti la scarpetta più sensibile possibile, per ogni tipo di scalata. Ci si abitua velocemente e la scalata è più piacevole. Anche per chi scala da non molto tempo, avere sensibilità significa da una parte migliorare più velocemente la tecnica, dall’altra acquisire sicurezza: con un po’ di abitudine una suola sottile permette di capire molto meglio se il piede sta o se è in procinto di scappar via.

Se vedete i big usare scarpette che per voi sono rigide, non fatevi ingannare! Ricordate sempre il gap di forza che c’è tra voi e loro: la compressione che sono in grado di esercitare sul piede, anche su forti inclinazioni, rende morbida qualunque suola!

Per visionare le Futura direttamente sul sito di La Sportiva cliccate qui.

Cap

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