TEST: imbraco AVISTA di Climbing Technology - Up-Climbing

TEST: imbraco AVISTA di Climbing Technology

Per i falesisti più accaniti, l’imbraco AVISTA di Climbing Technology è una bella novità. Lo apprezzeranno certamente coloro che vivono al 100% il gesto motorio (tutto il resto è contorno), coloro che vogliono sentire solo il rumore del loro “motore” muscolare, quelli ossessionati dalla fluidità nella progressione, al punto da considerare un disturbo ogni gesto che esula dalla danza verticale.

È insomma una chicca per i climber che hanno acquisito la necessaria sensibilità per godere della pura essenza sportiva dello scalare.

Ma iniziamo l’analisi: innanzitutto questo imbraco della CT è bello perchè non ci si accorge quasi di averlo. Ancor prima di arrampicare, quando lo metti nello zaino capisci di cosa si tratta: lo pieghi facile e sta in qualunque tasca. La morbidezza che senti quando lo maneggi è la stessa che percepisci quando lo indossi.

Ha poche strutture rigide, solo quelle essenziali come la coppia di portamateriali frontale: rigidi e ampi, permettono un minor accavallamento dei rinvii e una più facile prensione degli stessi nei momenti in cui bisogna proteggersi lungo il tiro. A me personalmente i portamateriali sagomati piacciono, qualcuno li trova scomodi perché possono sentirsi durante i movimenti laterali a contatto con la roccia, ma il vantaggio che se ne trae durante la rinviata a mio avviso compensa abbondantemente questo aspetto. Va anche detto che una volta caricati di rinvii, sagomati o meno l’ingombro è uguale.

La seconda coppia di portamateriali, poco utile sul monotiro, è sottile e senza anima rigida, per aumentare la leggerezza e la morbidezza del prodotto nel suo globale. per chiudere sui portamateriali segnaliamo infine quello posteriore, il cui significato può essere quello di fissare il portamagnesite se non si vuole il fastidio di un ulteriore cinturino in vita.

L’anello di assicurazione è particolarmente sottile e lascia più spazio di manovra al nodo di corda. I cosciali sono ben calibrati, e guardando la rifinitura della parte anteriore, dove il cosciale si trasforma in anello di sicurezza, si percepisce la cura nella ricerca della distribuzione del peso, che in un imbrago con struttura così leggera è senza dubbio un punto critico: a certi livelli di sensibilità e di capacità motorie, lo studio del movimento diventa una fase importante della salita, e altrettanto quindi le lunghe attese appesi in parete o ad assicurare.

Lascio in ultimo le considerazioni estetiche, anche se in quest’epoca web o comunque di grande socialità vissuta in palestre o falesie affollate, io tendo a non trascurarle. L’accostamento dei colori blu e celeste è particolarmente riuscito, ed è equilibrata anche la loro combinazione, costante nelle diverse parti dell’imbraco. L’anello di servizio blu stacca dai punti di legatura celesti senza la necessità di un terzo colore che spesso è un pugno in un occhio.

Un punto debole? L’abbiamo accennato, è quasi naturale che ci sia: le lunghe soste si sentono un po’ di più che su imbraghi pesanti, ma d’altronde che ci stiamo a fare appesi quando dovremmo scalare?

Ultimo appunto: Climbimng Technology è un marchio bergamasco da poco acquistato dalla tedesca Skylotec, ma tutto ciò che è studio di nuovi prodotti e innovazione, continua a essere nella storica sede di Cisano Bergamasco.

Per maggiori dettagli AVISTA di Climbing Technology.

Cap

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