10 Feb TEST: PINCH di Edelrid
Edelrid Pinch è un un ottimo assicuratore. Le alternative al vecchio GriGri sono ormai moltissime sul mercato, ma Edelrid è riuscita a proporre qualcosa che oltre ad avere interessanti innovazioni, è soprattutto efficiente in tutte le funzioni base.

Le dimensioni sono decisamente piccole, e permettono un’ottima prensione e maneggiabilità. La corda nella parte bassa del freno non è interamente coperta e se lo si stringe viene a contatto con la pelle: in caso di scorrimento troppo veloce per per un erroneo utilizzo della mano che impedisce al freno di scattare, l’attrito sul palmo ne induce l’immediata apertura, dando la possibilità al freno di riprendere la sua azione.
Sempre sulle funzionalità d’emergenza, due parole sull’antipanico: è presente, non disturba e se si tira a fondo la leva vi è un ulteriore sblocco che libera quasi la corda, utile quando ad esempio ci troviamo di fronte a calate con troppo attrito o con arrampicatori particolarmente leggeri. L’antipanico comunque è facilmente disattivabile dai climber esperti montando a metà corsa della leva la piccola vite in dotazione (attenzione che rischiate di buttarla con la confezione!).

Le tre posizioni della leva: sblocco normale, blocco antipanico, sblocco totale.
Le piccole dimensioni dell’attrezzo sono dovute a una progettazione che riduce le curve, permettendo alla corda di scorrere in modo molto lineare. L’entrata è frontale su una gola leggermente frenante che va ad aumentare l’attrito della calza appena si abbassa la mano che la stringe. Ne risulta un minor arricciamento della corda e un minor attrito della stessa quando si asseconda la chiamata nei delicati istanti del rinviaggio.
La grande fluidità che offre Pinch nella gestione della corda nei momenti delicati è a mio avviso il pregio principale di questo attrezzo, e a ciò contribuisce anche la sua caratteritica più evidente: il sistema di aggancio, che permette di fissare l’attrezzo direttamente all’anello di servizio dell’imbracatura, senza l’utilizzo di un moschettone.
I vantaggi sono molteplici, ma quello di gran lunga più importante è che la vicinanza dell’attrezzo al corpo permette un maggior allungo di corda nel delicato momento del rinviaggio. A ciò aggiungiamo che un anello in meno nella catena che separa l’attrezza dal corpo, lo rende più stabile, sempre in posizione, più facile da trovare con la mano nei momenti più concitati, quando lo sguardo è fisso sul compagno in parete. La posizione sempre in linea con la corda, non necessita di sostegno e le mani possono entrambe stare sulla corda che si da al primo di cordata.

Edelrid Pinch, dettagli e fissaggio all’anello di servizio.
Anche in un utilizzo su vie a più tiri, la possibilità di aggancio alla sosta nei due versi ne agevola parecchio l’utilizzo, rendendolo molto versatile e immediatamente adattabile alla situazione riscontrata.
L’attrezzo ha molte componenti metalliche, e il peso (234 grammi) nonostante le dimensioni non lo posiziona tra i più leggeri: se da una parte ciò contribuisce a dare una sensazione di sicurezza e stabilità, certamente non è un vantaggio quando si contano i grammi per una via multipitch o per lunghi avvicinamenti.

Edelrid Pinch, dettagli e fissaggio all’anello di servizio.
Il sistema di aggancio all’anello di servizio dell’imbracatura non è immediatissimo ma basta poco a prenderci la mano. La chiusura di sicurezza è garantita da uno sblocco impossibile da attivare involontariamente e da un particolare incastro dei due componenti di chiusura, ma per i più diffidenti c’è la possibilità di inserire un moschettoncino ad ulteriore sicurezza del sistema, io uso lo stesso moschettone che poi mi permette di tenerlo agganciato al porta oggetti dell’imbraco.

Edelrid Pinch con packaging e libretto informativo.
Info tecniche
- UIAA
- Diametro della corda omologato: 8,5 – 10,5 mm
- Certificazione: EN 15151-1
- Certificazione: EN 12841-C
- Materiale: Acciaio / ALU
- Meccanico
Pagina del prodotto sul sito ufficiale Edelrid.
Cap

