05 Nov Lapsus: tutto sul 9b di Stefano Ghisolfi
Lapsus è ad Andonno, è un 9b, è la prestazione capolavoro di Stefano Ghisolfi.
Sembra già una cosa gigantesca, ma non è tutto:
dietro a Lapsus c’è una storia che nasce venticinque anni fa, con i tiri No, Noi, Noia, Cobra, Cobra reale, Anaconda, di cui ne è l’estensione fisica e l’evoluzione mentale.
Insomma, una storia che chi scala non può non conoscere. andiamo a scoprirne i singoli tasselli.
Andonno, come dice Severino Scassa nella sua guida, "è la più nota e bella falesia del cuneese" come si può non dargli ragione? circa 300 tiri dal 5 al 9b, con qualche decina di itinerari tra l’8b e il non liberato, tutto su calcare super, scalabile 12 mesi all’anno in un ambiente meraviglioso.
<alla fine degli anni settanta iniziarono le prime chiodature, ad opera di giovani scalatori cuneesi, quali Giorgio Ferrero, Mario Morgantini, Flavio Poggio e Vincenzo Ravaschietto. Le primissime vie di allora, Le capre ovali, Dalai Lama, Cuervo crucificado, Le aquile, Cantautore, Canne d’organo e Buchi erano attrezzate a chiodi e cunei di legno e per salirle si utilizzavano molte volte le staffe. Questi itinerari, successivamente richiodati e liberati, sono ancora oggi assai ripetuti.> (dalla guida Andonno e Cuneese – Severino Scassa)
Anfiteatro. E’ solo un settore di Andonno, ma ne è il cuore: molta storia è passsata in quella grotta ricca di tiri duri strizzati dalle mani di decine di campioni: Andrea Gallo, Cristian Brenna, Adam Ondra, Yuji Hirayama per citarne solo alcuni.
Noi. "Nel 1989 Giovannino Massari riattrezza una vecchia via di artificiale (Via di qua 6b/A3, aperta da Giorgio Ferrero e Mario Morgantini) e la chiama No. Ripetuta nel 1989 e ribattezzata Noi da Andrea Gallo, questa via si rivela il primo 8b+ della zona."
Accanto a "No" Marzio Nardi chioda e libera "Si", una variante alta di 8a+.
Noia nasce qui, la sua radice è Noi, che a sua volta nasce da No. Ma nasce soprattutto da Severino Scassa, che è la vera anima di Andonno negli anni ’90: è lui tra le altre cose che libera Cobra, chiodata dall’amico Pancho, e ha l’intuizione di quello che sarà il primo 8c+ italiano:
una connessione tra Noi e Cobra, un passaggio di consegne tra due generazioni, un balzo italiano verso l’alta difficoltà. (guarda il video con l’intervista a Severino Scassa)
Cobra è strutturalmente la parte terminale di Noia, ma ne è forse la scintilla da cui essa scaturisce:
un 8b liberato in pochi giri da Scassa e dalla cui catena ha la visione illuminannte. vediamo cosa racconta Seve:
<nel 1993, un amico, Francesco “Pancio” Cerrato, chioda Cobra, linea superevidente lungo una canna larga a ventaglio in basso e stretta in cima, come la testa del serpente incantatore. “Fanne ciò che vuoi”, mi dice. “Che bel regalo”, penso. E mi appassiono al nuovo progetto difficile di Andonno. “Per aver umanamente ragione dell’itinerario”, decido dopo attenta riflessione, “va inventata una presa all’altezza del terz’ultimo rinvio”. L’ho scavata sul liscio, dove non c’era nulla da allargare o da accentuare. Dove non c’era proprio nulla, punto. In men che non si dica, il 6 di febbraio sono in catena, e dall’alto di Cobra 8b inizio a sognare…> (da UP annuario europeo di alpinismo 2012 poi ripreso su qs sito)
e infatti solo 6 giorni dopo, il 14 febbraio 1993 sarà alla stessa catena, con anche Noia alle spalle.
Anaconda si, Anaconda no. ci vorranno ancora vent’anni per arrivare a Lapsus, perchè per Lapsus bisogna passare per il terreno minato di Anaconda, il grande dilemma di un campione come Severino:
prima la chioda, poi ha un ripensamento, non gli va di scavare ancora accanto a Noia. Abbandona il progetto e lo schioda.
poi ancora, dopo che Matteo Gambaro riprende e riattrezza la via, decide comunque di salirla. ancora 8c, ed erano gli anni (2007) dei grandi dibattiti sul chipping.
Lapsus! i tempi sono maturi, e anche qui, come per Noia, l’intuizione avviene con la chiusura del tiro accanto: Matteo Gambaro, dalla catena di Anaconda, vede il traverso possibile, vede una sequenza splendida, su roccia naturale, che senza aggiungere spit collega Cobra (e quindi Noia) ad Anaconda.
Ancora una connessione, ancora uno spostamento verso il tiro più a destra, seguendo l’andamento naturale della falesia, per aggiungere metri di durezza pura.
E’ grazie a Matteo che Stefano Ghisolfi arriva al progetto, inizialmente presentatogli come un probabile 9a+ che aveva respinto l’amico Matteo.
ed eccolo Lapsus:
partenza su Noi, traverso a destra migliorato per raggiungere Cobra, due prese della stessa poi, prima del passo scavato dell’uscita di Cobra, ancora spostamento a destra per raggiungere Anaconda: forse questa la sezione più bella. Poi dritto su anaconda. tratto migliorato e durissima uscita naturale, con un selettivo movimento finale.
Cobra Reale. Arriva appena prima di Lapsus, è la connessione tra Cobra e Anaconda, liberata da Stefano Ghisolfi il 31 ottobre 2014 (8c+/9a): insieme a Noia, un passaggio quasi obbligato per arrivare a Lapsus.
Cap

