ALBERTO GINES SU EL BON COMBAT 9B - Up-Climbing

ALBERTO GINES SU EL BON COMBAT 9B

RIPETUTA LA KINGLINE DI SHARMA

Alberto Gines Lopez si aggiudica una rara salita di El Bon Combat, proponendo un leggero downgrade a 9a+.

Un 2026 da urlo: a fine febbraio, il talentuoso spagnolo Alberto Ginés López ha effettuato una rara ripetizione di El Bon Combat, kingline della falesia della Cova de l’Ocell, in Catalogna. La linea, liberata da Sharma nel 2015 è stata affrontata dal primo campione olimpico della storia con un approccio analitico e metodico, che ha portato il giovane talento al successo in poche sessioni a cavallo tra il 25 ed il 26. La velocità del suo cantiere l’ha poi portato a rivalutare la via 9a+, comparandola anche con le altre salite nel curriculum. Grado a parte,  Ginés López si è detto impressionato dalla complessità della sezione centrale, caratterizzata da una sequenza di micro-tacche e movimenti dinamici che richiedono una scalata senza sbavature. La finestra di condizioni perfette è stata poi la ciliegina sulla torta, l’ultima tessa di un puzzle davvero complicato. 

Andando nello specifico, El Bon Combat è stata liberata da Chris Sharma nel 2015, rappresentando all’epoca una delle linee più estetiche e difficili del mondo. Il tiro si sviluppa su un muro di conglomerato compatto e presenta una sezione iniziale di resistenza seguita da un boulder d’alta intensità su appigli molto piccoli e netti. La via era stata originariamente proposta come 9b/9b+, ma i successivi ripetitori, tra cui Jakob Schubert e Jorge Diaz Rullo, hanno contribuito a stabilizzare il grado attorno al 9b, pur sottolineandone l’atipicità rispetto alle classiche linee di resistenza catalane. La morfologia della parete impone una scalata molto fisica e aleatoria, dove il margine di errore sulle riuscita dei singoli della sezione centrale è minimo, rendendo la continuità l’elemento determinante per il successo.

Il curriculum di Alberto Ginés López pone solide basi nell’arrampicata indoor, culminata con la medaglia d’oro ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020. Nonostante la sua carriera sia focalizzata sulle competizioni di lead, lo spagnolo ha dimostrato una notevole capacità di trasposizione tecnica su roccia. Prima di questa realizzazione, Alberto aveva già salito diversi itinerari di grado 9a e 9a+, consolidando una progressione costante sia nel volume di salite che nell’intensità pura. Con quest’ultima salita, lo spagnolo consolida la sua posizione di icona all’interno del mondo dell’arrampicata, posizione conquistata con le gare su resina e implementata con le corpose realizzazioni su roccia.

Fonte Alberto Gines Lopez

Cortesia foto Tactum Studio

Alessandro Palma

 

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