13 Dic Con la scienza non puoi spiegare tutto
Quinto episodio del nostro speciale curato da Roberto Bagnoli che analizza i rapporti interpersonali e intrapersonali di atleti e allenatori. In questo articolo, Roberto valuta l’importanza dell’errore, dello “sbagliare”, come processo comunque formativo per il miglioramento. Processo da affrontare senza paura.
ATLETI SI DIVENTA E ALLENATORI PURE #5
Con la scienza non puoi spiegare tutto
di Roberto Bagnoli
“E’ evidente che con un approccio di questo tipo non si può che parlare di “filosofia” di lavoro. Questo è stato esattamente l’incipit dell’intervento che mi chiesero gentilmente di fare all’ IRCRA Rock Congress di Chamonix lo scorso Luglio; nel bel mezzo di un convegno basato sulle ultime ricerche scientifiche riguardanti tutto lo scibile dell’arrampicata, mi è sembrato bene iniziare dicendo che avrei parlato di filosofia, così. Perché detto sinceramente, con la scienza non puoi spiegare tutto e né l’evidence based training può essere l’unica risposta. L’evoluzione è il mix, che unisce scienza e filosofia, che è l’approccio che un buon allenatore dovrebbe cercare di avere.
Se seguissimo pedissequamente solo tutto ciò che dice la scienza, saremmo probabilmente fermi a metà del riscaldamento, facendoci un sacco di domande alle quali non sapremmo dare risposta. E’ ovviamente una battuta per dire che una cosa può essere sia giusta che sbagliata e dipende da tanti fattori; per dire che la cosa importante è il concetto e la linearità, o per meglio dire la filosofia, appunto, che ci porta a “prescrivere” l’uno o l’altro esercizio; esercizi che abbiano un senso e che si integrino bene nel piano complessivo. Credo di aver detto anche un sacco di cose banali, tipo che è importante attingere dalle esperienze, specie di gara e saper cogliere le cose giuste e quelle errate sempre come un’opportunità di crescita; ma se questo concetto è così banale.. allora perché tanti commettono sempre gli stessi errori? Tanto banale, non è.
Ho focalizzato l’attenzione sul concetto dell’importanza del percorso dell’atleta e che alla fin fine, per fare bene questo lavoro occorre tanta tanta fantasia e tanta creatività. E quindi la scienza, le evidenze scientifiche..?? Importantissime. Ma non tanto di più che saper essere creativi nell’ideare un esercizio, o nel saperlo cambiare, o nel saper creare una sequenza di sedute di allenamento interconnesse al fine di centrare un determinato scopo. Il take home message è semplice: siate curiosi, siate creativi e buttatevi; senza paura di sbagliare o di prendere una bacchettata sulle dita “magari dallo scienziato di turno”.
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