31 Lug GIOVANNI PLACCI: THE FAMOUS GEM 9A FLASH!
SCRITTA LA STORIA A LA SAUME
Giovanni Placci scrive la storia a La Saume, salendo flash il 9a di The Famous Gem, iconico tiro con la FA di Seb Bouin.
Dopo aver conquistato il 9b con Erebor, diversi titoli italiani e la finale al Campionato del Mondo 2025, Giovanni Placci si aggiudica un altro incredibile traguardo. Durante una vacanza francese che sa di tutto fuorché relax, Giovanni si è aggiudicato La Moustache Qui Fâche (9a+), San Ku Kai (8c+ flash) e Condé de Choc (9a) in Entraygues. Non contento, si è spostato nella falesia de La Saume, vicino a Ceillac (Francia), dove è riuscito nella salita in stile flash il 9a di The Famous Gem, diventando il primo italiano a riuscire nell’impresa.
“L’obiettivo principale di questo viaggio era provare a fare The Famous Gem (9a) a La Saume in stile flash. Non ero mai stato a La Saume prima d’ora e il posto mi ha subito trasmesso qualcosa di speciale. In alta montagna, con condizioni estive perfette, linee incredibili e panorami fantastici, è già una delle falesie più belle in cui abbia mai scalato. Fino a questo viaggio non mi ero mai concentrato davvero sulle salite flash di alto livello. Dopo aver salito in flash San Ku Kai (8c+) qualche giorno prima, ho guadagnato una dose enorme di fiducia e motivazione. Provare a salire un 9a in flash mi sembrava comunque qualcosa un po’ oltre il mio livello, ma sapevo anche che, se volevo migliorare in questo stile, dovevo iniziare a metterci l’impegno e imparare dal processo. The Famous Gem sembrava la via perfetta da provare: è strapiombante, le prese sono facili da intuire, non è troppo lunga e lo stile di arrampicata mi ricorda molto quello delle vie di gara. L’unica parte che mi preoccupava davvero era il crux, che è piuttosto morfologico.”.
Nell’agosto 2024 Seb Bouin ha liberato la via firmando la First Ascent; A pochissima distanza temporale arrivano le prime due ripetizioni firmate dall’italiano Marco Zanone e dal francese Jules Marchaland, che erano all’opera sul progetto insieme a Bouin. L’ultima ripetizione in ordine temporale risale invece a quest’estate, con la salita di Gianluca Vighetti, arrivata piuttosto in fretta. Parlando di Placci, dopo la finale di Innsbruck chiusa all’ottavo posto, l’azzurro classe 2001 ha deciso di approfittare dell’ottima forma fisica per qualche cantiere outdoor… E i risultati non si sono fatti attendere!
“Avevo con me la squadra perfetta: mio fratello, Pierre Marzullo e Guaco. Condividere un momento così speciale con loro ha reso l’esperienza ancora più bella. Mio fratello ha trovato una sequenza nel crux che si adatta perfettamente a me e, in tutta onestà, avere qualcuno con quasi la stessa altezza, i tuoi stessi punti di forza e di debolezza che ti dà i metodi (beta) sembra quasi di barare. Anche Pierre ha aiutato moltissimo scattando foto dettagliate delle prese durante il suo giro di perlustrazione, permettendomi di preparare il tentativo in flash nel miglior modo possibile. Dal punto di vista mentale mi sentivo davvero in un ottimo momento. Non c’era alcuna pressione e nulla da perdere: mi stavo semplicemente godendo l’esperienza. Per molti versi mi ha ricordato l’arrampicata di gara, ma senza lo stress. Sulla roccia hai il tuo ritmo, le tue tempistiche e puoi davvero entrare in sintonia con la via. Di solito non sono un arrampicatore molto paziente, ma questa volta mi sono forzato a rallentare e a fare tutto il possibile per darmi le migliori possibilità. Sono partito un po’ teso, ma sono arrivato al riposo abbastanza fresco riuscendo a recuperare bene. Poi è arrivato il crux: una serie di movimenti di spalla molto fisici seguiti da un lancio dinamico verso una tacca grande. Mi si sono fiondato a cannone, quasi senza guardare la presa, e quando l’ho tenuta non riuscivo a crederci.”.
“La sensazione in catena è stata completamente diversa da quella che si prova vincendo una gara: era un senso di connessione più profondo con la roccia, con il posto e con le persone che erano lì con me. Questo è senza dubbio il risultato più importante della mia carriera arrampicatoria fino ad oggi. Mi rende incredibilmente orgoglioso di tutto il lavoro svolto nel corso degli anni e mi dà ancora più motivazione per continuare a spingere l’arrampicata outdoor. Sento davvero che il mio stile si adatta bene alla roccia e questo inverno voglio dedicare molto più tempo ad affrontare vie dure. Non vedo l’ora di scoprire cosa ci sarà dopo!”.
Per ora la vetta mondiale dello stile flash risiede nel record di Adam Ondra, che nel 2018 ha salito il 9a+ di Supercrackinette al primo tentativo. Portando l’attenzione sul campo italiano, la specialista del primo giro è Laura Rogora, che non solo è la prima italiana ad aver salito un 8c+ a vista, ma anche la prima donna al mondo, raccogliendo il risultato per ben due volte. Nessun italiano prima di Gio Placci è riuscito a salire una via di nono grado al primo tentativo ed anche in campo internazionale il primato è quasi inviolato, con solo Ondra e Megos capaci di raggiungerlo.
Fonte Giovanni Placci
Cortesia foto Crimp Films
Alessandro Palma

