NOÉ LOOSER SU L’ISOLA CHE NON C’E (9A) FREE SOLO! - Up-Climbing

NOÉ LOOSER SU L’ISOLA CHE NON C’E (9A) FREE SOLO!

LA SVIZZERA SUL CLASSICO DI FRED NICOLE

Noé Looser realizza la prima salita femminile e la prima ripetizione senza corda di “L’isola che non c’è” (9a) ad Amden, aperta da Fred Nicole.

Nella zona di Amden c’è una via che è una vera e propria celebrazione della creatività di Fred Nicole, un ibrido tra falesia e boulder che raggiunge quota 9a. La linea condivide con Ragtime (8B+) l’intero sviluppo fino agli ultimi sei movimenti, dove si stacca per affrontare un ulteriore crux di boulder da 8A, che poi immette su un tratto più abbordabile fino in cima alla grotta. Il mix prende il nome di L’Isola che non c’è, un vero must di Mr Nicole. 

La diciannovenne svizzera Noé Looser, undicesima al recente Campionato Europeo, ha lavorato al progetto dallo scorso marzo, tornando sulla via tra un impegno agonistico e l’altro per un totale di circa dieci – dodici sessioni. Come raccontato dalla stessa Looser, l’ingresso della via è di stampo prettamente boulderistico: pochi metri iniziali che richiedono già la massima tensione corporea e precisione subito impegnativi.  Per la parte alta, più esposta, la Looser ha utilizzato al massimo due pad sovrapposti, riservando gli altri per la sezione bassa; nell’ultimo tratto, quello percorso senza corda, ha scelto di non posizionare alcuna protezione, considerandolo a tutti gli effetti una zona “no-fall“. Proprio attorno allo spigolo del tetto del boulder superiore ha fallito diversi tentativi, sempre e solo protetta dai crash pad, prima di riuscire a proseguire senza più cadute nel tratto conclusivo. Il boulder superiore era stato precedentemente provato in corda, così come gli ultimi movimenti della via, ripetuti più volte per memorizzarli a fondo.

Per la discesa, l’atleta aveva lasciato in precedenza una corda in cima, attrezzata con un anello per il piede e uno per le mani, che le ha permesso di calarsi a terra in sicurezza una volta completata la salita. Sul piano mentale, Noé ha descritto uno stato di calma e concentrazione insolite per l’intera arrampicata, sottolineando come l’esperienza non sia stata vissuta come una lotta contro la via, ma come un flusso di movimento in cui affidarsi completamente al proprio corpo. Un approccio che, a suo dire, rende l’ascensione speciale non tanto per il grado in sé, quanto per la combinazione tra difficoltà tecnico-fisica, un mix tra un parte più boulderistica ed una sfida mentale più sul genere free solo per la sezione senza corda.

Fonte Noé Looser

Alessandro Palma

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