HOT LINES: BOGLIACINO, SCHLUGA, LOSTIA ED ALTRO - Up-Climbing

HOT LINES: BOGLIACINO, SCHLUGA, LOSTIA ED ALTRO

LE ULTIME DAL CLUB DEL 9

Lorenzo Bogliacino fa il tris di 9a, Andrea Lostia Di Santa Sofia sale The Watchtower (9a) e Ruth Schluga raggiunge l’8c.

Il 2026 da urlo di Lorenzo Bogliacino continua senza sosta: dopo aver collezionato più di cento vie sopra l’8a nei dodici mesi del 2025, con diversi 9a e 9a+, il capostazione più forte d’Italia ha deciso che il nuovo anno sarebbe dovuto essere ancora più epico. Carico di questo spirito, il Boglia ha iniziato a fare avanti e indietro di notte tra la Spagna e l’Italia, macinando non solo km ma anche vie estreme. A metà gennaio aveva già salito due 9a, per poi raddoppiarli con margine nelle ultime settimane. Nel suo happy place Rodellar, Lorenzo si è aggiudicato prima Autoengaño, poi Siempre Libres ed infine Borracho Primerizo, portando il numero di 9a del 2026 a cinque. Sebbene lui sia felicissimo, il grande pubblico lo vuole sul 9b!

Dopo quasi un anno di tentativi, momenti di scoraggiamento profondo e la forza di non ascoltare la voce che diceva impossibile, Andrea Lostia di Santa Sofia, si è aggiudicato la prima ripetizione di The Watchtower (9a) a Lecorci, Ulassai, quella che si attesta comer la via più dura che abbia mai scalato. Tutto inizia a settembre scorso: dopo aver chiuso l’ultimo 8c+ del posto. La parete sembra vuota, impossibile. Nessuno l’aveva ancora salita. A novembre arriva in Sardegna l’amico Giorgio Tomatis: insieme trovano le sequenze, aprono anche Terzo Tempo (8c+) e Free Bronx (8c+) a Isili. Ma The Watchtower resta irraggiungibile. Giorgio torna apposta sull’isola e centra la prima salita, liberando il primo 9a di Ulassai. Andrea, nel frattempo, continua a cadere sempre sullo stesso movimento dal basso, per mesi. Quando il traguardo sembrava irraggiungibile, Andrea ha gettato il cuore oltre l’ostacolo e si è aggiudicato il suo secondo 9a, primo in terra sarda e, proprio per questo, particolarmente caro.

C’è un momento, in arrampicata, in cui smetti di combattere con la via e inizi semplicemente a viverla. Ruth Schluga lo ha trovato su Janja, splendida linea di 8c nella falesia Falegnameria, il suo primo 8c in carriera. Dopo sei vie sull’8b+, Ruth è arrivata sulla via attirata dalla rara bellezza. Dopo tre weekend di cantiere, con tentativi sfumati anche all’ultima presa, la salita è poi arrivata in maniera naturale e inaspettata. Dopo aver iniziato a scalare nel 2016, Ruth ha salito il primo 8a nel 2019, per poi alzare sempre di più l’asticella ed arrivando ora, a venticinque anni, al primo 8c. La cosa migliore di questa salita però è l’approccio mentale. Prima di partire, l’altoatesina classe 2000 si è detta: “La via non sa di essere 8c, devo solo godermi l’arrampicata.”. Se bastasse questo per fare l’8c!

Spostando l’occhio in campo internazionale invece, non si può non citare la salita di Emil Abrahamsson ad Arco: la celebre Biologico (9a) è caduta in fretta sotto i colpi delle sue dita. In Frankenjura invece, Moritz Welt si è aggiudicato il suo tredicesimo tiro di nono grado con la salita di Unplugged. Nel cuore dell’Austria invece, più precisamente ad Höllental, Pepa Šindel ha salito Maitre Vauban und der Basilisk (9a). In Montana, lo statunitense Cy Macintosh ha invece liberato Fox-like Creature, una via a Natural Bridge per la quale propone il grado di 9a+.

Fonte pagina Instagram

Cortesia foto Daniel Rogger

Alessandro Palma

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