22 Dic IKER POU: 9A A 48 ANNI!
LO SPAGNOLO SALE WITCH HUNTER
Iker Pou torna al nono grado a quarantotto anni con la salita di Witch Hunter, 9a di Tom Bolger a Margalef.
Iker Pou è una vera e propria leggenda vivente dell’arrampicata, noto per una polivalenza che ha pochi eguali nella storia di questa disciplina. Nato a Vitoria, nei Paesi Baschi, ha iniziato giovanissimo a scalare insieme al fratello Eneko, formando un sodalizio tecnico e umano indissolubile. La sua carriera è esplosa nel 2000 con la storica ripetizione di Action Directe, diventando il secondo climber al mondo a domare questo mitico 9a. Nonostante le doti straordinarie nell’arrampicata sportiva, Iker non si è mai limitato alla falesia, trasferendo la sua forza esplosiva sulle pareti più impervie del pianeta. Con il progetto “Seven Walls, Seven Continents“, ha scalato le big wall più iconiche, dal Yosemite al Karakorum, fino ai remoti ghiacci dell’Antartide. La sua filosofia unisce l’etica purista dello stile alpino a una ricerca costante della difficoltà estrema. Anche oggi, a distanza di decenni dai primi successi, Iker continua a spingere i limiti del possibile, dimostrando una longevità atletica alimentata da una passione sincera e da un legame viscerale con la roccia e la libertà della montagna.
Con la ripetizione di Witch Hunter, kingline del settore Ermita di Margalef, Iker Pou ha celebrato un traguardo leggendario: 25 anni ininterrotti scalando sul grado 9a. Questa linea, liberata da Tom Bolger nel 2024, è un concentrato di potenza pura che si caratterizza per una sezione composta da tre feroci monoditi in sequenza su uno strapiombo perfetto. Per Iker, questa non è stata solo una prestazione atletica di alto livello a 48 anni, ma un vero e proprio comeback alle sensazioni a cui è abituato, dopo un periodo difficile segnato dalla ripresa da un brutto infortunio. Fun fact: Witch Hunter si collega, nella parte superiore, a Nit de Bruixes (9a+), una sua celebre creazione.
Tornare a dominare il nono grado non soddisfa Iker per un discorso prettametne sportivo: la falesia estrema resta il laboratorio necessario per alimentare le grandi spedizioni in alta quota. Questa salita segna ufficialmente la fine di un periodo difficile e rilancia il climber basco verso nuove, ambiziose sfide sulle montagne del mondo. Sui suoi canali ha infatti espresso il desiderio, per il 2026, di tornare in Himalaya o nel Karakorum. I fratelli Pou punterebbero a pareti inviolate oltre i 6.000 metri dove poter aprire vie di difficoltà tecniche elevate (7b/8a) in altitudine, mantenendo lo stile alpino leggero e veloce… Ne vedremo delle belle!
Fonte pagina Instagram Hermanos Pou
Alessandro Palma

