15 Mag MICHAELA KIERSCH SALE DOLBY SURROUND 9A+
PRIMA SALITA FEMMINILE
Michaela Kiersch firma la prima salita femminile di Dolby Surround, celebre 9a+ liberato da Kilian Fischuber in Zillertal.
La climber americana Michaela Kiersch ha conquistato una delle salite più significative della sua carriera, completando Dolby Surround, nella valle dello Zillertal, in Austria. La via, su un caratteristico granito e gneiss striato, si snoda su un pannello inclinato a 45 gradi, con le Alpi dello Zillertal sullo sfondo. Parlando di storia, è stata chiodata nel 1998, ma ha ha visto il primo tentativo perfetto ad opera dell’austriaco Kilian Fischhuber (che le ha dato il nome ispirandosi alla cascata vicina) soltanto nel 2008. Da allora, nell’arco di quasi trent’anni dalla sua chiodatura, meno di dieci scalatori sono riusciti a portarla a termine. La difficoltà della via, che inizialmente aveva visto una proposta di 8c+/9a, ha subito un brusco innalzamento in seguito alla rottura di una presa cruciale: il nuovo boulder, che culmina con un difficile dinamico, può essere valutato intorno all’8B+.
Proprio questo radicale cambiamento ha spinto la Kiersch, dopo confronti con altri climber, a proporre la nuova graduazione di 9a+, collocando Dolby Surround tra le vie più dure dell’Austria. Con oltre venti vie dal grado 8c+ al 9a+ all’attivo, la climber americana si afferma sempre di più ai vertici della scalata in ambiente naturale. Nello specifico, il percorso verso la catena è stato lungo e impegnativo: due mesi e un giorno, venti sessioni, il progetto più lungo mai affrontato da Michaela. La chiave della salita è stata sbloccare la nuova sequenza del crux finale, quella interessata dalla presa rotta, che ha richiesto una dedizione straordinaria.
“Sono davvero orgogliosa della mia perseveranza e di aver continuato a “timbrare il cartellino” sessione dopo sessione”, ha dichiarato la climber al termine dell’impresa. La Kiersch celebra così un risultato che non è solo atletico, ma anche mentale: la capacità di restare lucidi di fronte a una via che cambia le proprie regole a metà percorso, che richiede di ricominciare da capo e di trovare soluzioni dove nessuno le aveva cercate prima. La statunitense chiude lanciando una sfida aperta ai colleghi, con tanto di menzione esplicita per il britannico Will Bosi, auspicando nuove ripetizioni nel futuro prossimo, così che il tempo e la comunità possano confermare o affinare la valutazione del grado.
Fonte e cortesia foto Michaela Kiersch
Alessandro Palma

