09 Dic TEST: MESCOLA GUMA RACE
LA VERSIONE PIÙ PERFORMANTE DELLA GOMMA TORINESE
Guma Race: il test della gomma più sticky prodotta dall’azienda torinese, dedicata a climber di alto livello.
Dalla passione e dalla curiosità dei ragazzi di Action Directe Resole, officina torinese specializzata nei servizi di risuolatura di calzature da montagna, arriva il progetto Guma. In dialetto piemontese, Guma significa gomma e queste mescole parlano il dialetto torinese al 100%. Dopo aver fatto quattro chiacchiere con il fondatore Guglielmo Santoro, abbiamo lasciato ai ragazzi di Action Directe un paio di Instinct S, una ballerina estremamente performante. La scelta è ricaduta su questa scarpetta proprio per mettere all’angolo la versione Race, ovvero la gomma più morbida in campionario, e vedere effettivamente quanto funzioni.

La prima cosa che salta all’occhio una volta risuolate è la cura nel lavoro. La scarpetta sembra nuova a tutti gli effetti, anche grazie al lavaggio. La nuova mescola si integra perfettamente con la scarpa, senza che ci siano sbavature di colla, pieghe innaturali o riccioli di gomma. Al tatto, la gomma sembra subito super aderente e più morbida rispetto all’XS Grip 2 di “primo equipaggiamento”.

Sia indoor che outdoor, la mescola risulta subito molto aderente, soprattutto in fase di “smearing”. Questo termine, diventato di uso comune, indica la capacità della scarpetta di spalmarsi ed essere aderente su superfici piuttosto piatte. Adottando una mescola più morbida rispetto al primo equipaggiamento, la scarpetta risulta migliore su grandi volumi e superfici ampie. Al contrario, in fase di “edging”, ovvero quando si caricano piccoli appoggi, la scarpetta risulta un po’ più instabile, sebbene sia leggermente più sensibile. Questo difetto è amplificato sugli appoggi che cambiano nella forma (come i conetti Cheeta o Snap), ma risulta marginale invece nella scalata outdoor. Il comportamento sui piccoli appoggi deriva, a nostra opinione, da una consistenza generalmente più morbida della mescola; essendo meno consistente, si comporta come la spalla di una gomma della macchina in quando si gira una curva a velocità sostenuta, andando a cedere leggermente, creando un piccolo movimento. Essendo sviluppata per rendere al meglio su scarpe morbide, metterla sotto una scarpa rigida ci ha permesso di testarla fuori dalla sua zona di comfort e l’esito generale del test è più che positivo.
IN BREVE: la mescola morbida rende questa scarpa, che solitamente è abbastanza rigida, un po’ più morbida e sensibile. Il cambio di mescola risulta vincente sui grandi appoggi, mentre sui piccoli risulta un po’ “pastosa”. Questo aspetto è più evidente indoor.
PRO: sensibilità e aderenza
CONTRO: edging indoor
Alessandro Palma



