30 Set A scuola di nastro coi Wideboys
La fessura, croce e delizia dell’arrampicata. Esaltante dal un lato ma anche mortificante dall’altra. Si può essere forti quanto si vuole in placca o su strapiombo ma la prima volta che si scala in questo stile si ricomincia da capo.
Tom Randall e Pete Whittaker non hanno bisogno di grandi presentazioni. Sono i fessuristi per eccellenza, anzi, anche qualcosa di più, vista la loro passione per le off width. “Scalare in fessura è una sensazione fantastica” spiega Randall, “ti si apre un mondo di nuove vie e alcune di essere sono tra le più belle vie al mondo. I migliori scalatori hanno una grande varietà di tecniche a loro disposizione e avere varietà di tecnica di rende uno scalatore sempre migliore!”
La tecnica per proteggere la mani col nastro fa parte di questo bagaglio culturale che i fessuristi hanno e per evitare di uscire da una via in fessura come se si fosse usciti da un incontro stile Fight Club, Randall mette a disposizione dei “normali” scalatori le sue conoscenze.
La necessità di nastrarsi correttamente cresce col l’aumentare del grado. Basta un minuto di scalata in fessura infatti per renderti le mani inutilizzabili per giorni, facendo saltare magari la settimana di vacanza programmata.
• Parti dal dorso delle mani facendo delle strisce di circa 10 cm che dalle nocche scendono verso il polso con una leggera sovrapposizione. Nota: un doppio strato in corrispondenza dle primo dito può essere d’aiuto per chi ha mani piccole.
• Fai un anello attorno al pollice con una striscia più lunga, circa 15 cm, da ripetere tre volte facdno compiere giri leggermente diversi. Si parte dal dorso, si gira attorno al pollice e si ritorna sul dorso.
• Utilizzare una striscia lunga, 30-35cm, per fare tre giri completi appena sotto le dita, partendo dal dorso e dal mignolo, avendo cura di stringere molto bene.
• Dopo questo, fare un’altra striscia o proseguire con quella già utilizzata se sufficiente muovendosi in diagonale per coprire il dorso e girare attorno al polso.
• Fare due-tre giri attorno al polso avendo cura di coprire la sporgenza ossea.
• Risalire dal polso al palmo e avere cura di chiudere il “guanto” così creato piegando la parte terminale verso l’interno in modo da far combaciare le due parti adesive una sull’altra. Questo garantirà maggiore durata.
fonte ukclimbing.com

