ADDIO A MARTIN FEISTL - Up-Climbing

ADDIO A MARTIN FEISTL

L’alpinista bavarese muore durante una salita in solitaria

Martin Feistl ha perso la vita sabato 18 maggio in seguito a un incidente in montagna.

L’alpinista bavarese stava scalando in free solo la via Spitzenstätter-Baldauf (VII, W. Spitzestätter, H. Baldauf, 1957) sulla Scharnitzspitze, nel Wetterstein. Durante l’arrampicata Martin è caduto, fermandosi solo dopo un lungo volo. Purtroppo il rapido intervento di altri alpinisti che si trovavano sul posto è stato inutile.

Martin Feistl, classe 1996, era un alpinista completo e di alto livello. Amava soprattutto scalare in uno stile “pulito”, utilizzando solo protezioni veloci in parete e prestando attenzione anche ai percorsi d’accesso e ai viaggi per raggiungerle, con l’obiettivo di ridurre al minimo il proprio impatto ambientale.

A soli 20 anni ha scalato il celebre Shivling. Poi si è concentrato per lo più sulle pareti delle Alpi e degli altri massicci montuosi raggiungibili in modo “sostenibile”. Nel 2020 la sua via Stalingrad (1000 m, WI7, M8, A1), aperta con David Bruder nel Karwendel (Austria), ha ottenuto una menzione speciale ai Piolet d’Or. Durante l’inverno appena trascorso, in cordata con Simon Gietl, ha aperto Affogato (150 m, M6, WI7), Zirmol (150 m, M8, WI4) e Aura (1200 m, M6, AI5). Quest’ultima è una notevole linea sulla parete nord-est del Sassolungo che combina due itinerari su roccia (Prinzessin im Herzen in basso e la classica Pichl in alto) a una colata di ghiaccio di 350 m, ripida e in gran parte improteggibile. Martin e Simon condividevano una stessa visione dell’alpinismo e formavano una coppia decisamente promettente.

In copertina: foto di andreas kretschmer su Unsplash

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