24 Mar APERTA “MUTANTE”: PETITES JORASSES, MONTE BIANCO
Matteo Della Bordella, Mirco Grasso e Giacomo Mauri aprono “Mutante” sulla parete sud delle Petites Jorasses: 520 metri di misto, dry tooling e ghiaccio (M8, 6c, AI4+) in un angolo selvaggio del Monte Bianco poco frequentato d’inverno.

Giacomo in apertura, fonte: archivio M. Della Bordella

Avvicinamento con gli sci. Fonte: archivio M. Della Bordella
Sulle pareti del massiccio del Monte Bianco, l’alpinismo invernale sa ancora riservare sorprese a chi sa guardare dove gli altri non cercano, come dimostrato da Matteo Della Bordella, Mirco Grasso e Giacomo Mauri che tra il 19 e il 20 marzo hanno aperto “Mutante” sulla parete sud delle Petites Jorasses. Si tratta di una nuova via di 520 metri con difficoltà fino a M8, 6c e AI4+, nata dall’intuizione di Della Bordella nel trasformare un colatoio estivo solitamente bagnato in una linea di misto di rara estetica. Nonostante la vicinanza della storica via Bonatti-Mazeud e del bivacco Gervasutti, questa parete viene quasi ignorata durante la stagione fredda a causa della sua esposizione, ma il team ha saputo cogliere le potenzialità di un diedro-canale che in inverno muta pelle diventando una scalata poliedrica e impegnativa. L’apertura si è articolata in due giornate, iniziando con un avvicinamento con gli sci e la salita dei primi quattro tiri, dove sono stati rinvenuti alcuni chiodi e una sosta, segno di un precedente tentativo rimasto incompiuto. Dopo una notte trascorsa al bivacco Gervasutti, i tre hanno completato la linea affrontando una successione di stili che giustifica il nome scelto: dai tiri iniziali su misto roccia-neve si passa a sezioni di dry tooling molto tecniche, per poi dover abbandonare le piccozze e progredire con mani e scarponi su placche di roccia liscia e traversi delicati. Nella parte superiore, una lunghezza di ghiaccio puro immette in un canale nevoso più classico che conduce fino in vetta, mantenendo i tratti tipici della goulotte d’alta quota. Per Della Bordella questa rappresenta la quarta apertura nel massiccio, confermando una visione esplorativa capace di scovare gemme nascoste in angoli selvaggi, mentre per Grasso e Mauri la sorpresa è stata trovare una linea così evidente ancora inviolata su una delle pareti più celebri del gruppo. La via è stata attrezzata per la discesa in doppia lungo la linea di salita, lasciando una nuova testimonianza di alpinismo moderno e creativo tra le pieghe del granito del Monte Bianco.
Foto di anteprima: La cordata in vetta, fonte archivio M. Della Bordella
Alessandra Prato

Matteo in sosta. Fonte: archivio M. Della Bordella

Relazione via. Fonte: archivio M. Della Bordella

