CHARLES DUBOULOZ IN SOLITARIA INVERNALE SUL GRAND PILIER D'ANGLE - Up-Climbing

CHARLES DUBOULOZ IN SOLITARIA INVERNALE SUL GRAND PILIER D’ANGLE

L’alpinista e guida alpina francese ha ripetuto Divine Providence

Charles Dubouloz ha ripetuto Divine Providence sul Grand Pilier d’Angle (Monte Bianco) in solitaria invernale.

Divine Providence affronta direttamente il grande scudo di granito compatto della parete est del Grand Pilier d’Angle. È stata aperta nell’agosto 1984 da Patrick Gabarrou e François Marsigny. La prima solitaria invernale è stata effettuata da Alain Ghersen nel febbraio 1993.

L’impresa di Dubouloz non è inedita, ma si caratterizza per il suo stile: l’alpinista e guida alpina francese, infatti, ha deciso di effettuare l’intero avvicinamento – compreso il viaggio da casa a Chamonix – senza utilizzare mezzi a motore.

Dubouloz è partito il 7 dicembre da Annecy e ha raggiunto Chamonix in bicicletta, trainando un rimorchio pieno di materiale. L’8 dicembre ha risalito con gli sci tutta la Mer de Glace fino al Rifugio Torino.

Da lì si è diretto alla parete est del Grand Pilier d’Angle, che si eleva sul ramo meridionale del Ghiacciaio della Brenva, sul versante italiano del Monte Bianco. La parete è impressionante e Dubouloz racconta: «Come spesso accade, una parte di me mi urla di scappare: “Torna a casa al caldo”. L’altra, il mio fuoco interiore, mi spinge a salire».

Evidentemente ha vinto il “fuoco interiore”, perché Dubouloz ha deciso di affrontare la parete. Il 14 dicembre, dopo sei giorni di arrampicata su roccia, ghiaccio e misto, è arrivato in cima al Monte Bianco: «In quelle cinque interminabili notti e sei brevi giorni, da solo nel cuore dell’inverno, ho avuto il tempo di trovare ciò che cercavo: la fatica estrema, quella che non mente, che riduce l’uomo all’essenziale. Provo una profonda gratitudine verso la montagna che, ancora una volta, mi ha permesso di realizzare uno dei miei sogni».

 

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In copertina: foto di Timon Jenny su Unsplash

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