DIVINE PROVIDENCE + PILONE CENTRALE DEL FRÊNEY - Up-Climbing

DIVINE PROVIDENCE + PILONE CENTRALE DEL FRÊNEY

Concatenamento di grandi classiche difficili sul Monte Bianco per Mirco Grasso, Luca Ducoli e Giacomo Mauri

Tra il 25 e il 27 aprile Mirco Grasso, Luca Ducoli e Giacomo Mauri hanno realizzato un impegnativo concatenamento sul Monte Bianco.

I tre hanno ripetuto la celebre Divine Providence sul Grand Pilier d’Angle, sono passati in versante Frêney, quindi hanno affrontato l’ascensione del Pilone Centrale fino in vetta al Monte Bianco.

«Vivo dall’altra parte delle Alpi e conosco relativamente poco il massiccio del Monte Bianco, ma questa combinazione mi è sempre sembrata molto ovvia, tanto che faccio fatica a credere che qualcuno non l’abbia già fatto», afferma Mirco Grasso. «Dato che la funivia Skyway era chiusa, siamo partiti dall’Aguille du Midi alle 3 di notte. Il primo giorno abbiamo raggiunto il Gran Pilier d’Angle e abbiamo scalato fino ai terrazzi a metà parete est, dove cominciano le vere difficoltà di Divine Providence».

Dopo un bivacco in parete, è stato proprio Mirco a superare i tiri difficili della via: «Un tiro dopo l’altro, con un po’ di fortuna e qualche sforzo di vomito, sono salito senza mai appendermi fino in cima al Grand Pilier d’Angle e mentre recuperavo i soci quasi mi veniva da piangere».

Dalla cima del Grand Pilier d’Angle la cordata è scesa al sottostante Ghiacciaio di Frêney, dove ha effettuato un secondo bivacco. Il giorno successivo i tre si sono diretti al Pilone Centrale del Frêney. Mirco racconta: «L’obiettivo della giornata era salire tutto il pilone e ritornare a dormire alla stazione dell’Aguille du Midi. In questo caso ero io ad aver già salito la via, quindi a condurre la cordata sono stati prima Luck e poi Jack. Siamo saliti veloci e alle quattro del pomeriggio eravamo in cima al Pilone Centrale. La cima del Monte Bianco l’abbiamo raggiunta, però, dopo altre tre ore, con un combattimento fisico e mentale per via delle pessime condizioni della neve: si passava da sfondare al ginocchio al traversare su pendii ripidi e completamente ghiacciati».

Raggiunto il punto culminante, a causa dell’orario e della fatica, Mirco Grasso, Luca Ducoli e Giacomo Mauri hanno cambiato programma: invece di scendere per la via dei Trois Monts fino alla stazione a monte dell’Aiguille du Midi, dalla quale erano partiti, i tre si sono riparati alla capanna Vallot: «Abbiamo passato la notte comodi e il giorno dopo, sotto una nevicata, siamo scesi al Plan de l’Aiguille e a Chamonix… per una colazione da 30 euro a testa!», conclude Mirco.

Immagini: coll. Mirco Grasso, Luca Ducoli e Giacomo Mauri

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