LE ALI DELLA LIBERTÀ, 200 m, ED, M8, AI4+ - Up-Climbing

LE ALI DELLA LIBERTÀ, 200 m, ED, M8, AI4+

Nuova via sul Monte Terminillo

Luca Gasparini e Sebastiano Zadotti hanno completato, negli inverni 2024 e 2025, una nuova via sul versante nord-ovest del Monte Terminillo: Le Ali della Libertà.

La nuova linea segue una successione strutture naturali, cercando i punti deboli della parete, ma senza rinunciare a passaggi di elevata difficoltà. Si scala in stile moderno su terreno misto, con alternanza di sezioni superabili in piolet-traction e passaggi di puro drytooling.

L’itinerario richiede una solida esperienza nell’arrampicata su misto appenninico, un buon livello tecnico e un’adeguata preparazione fisica e mentale. La difficoltà tecnica e i pericoli oggettivi possono variare sensibilmente in funzione delle condizioni.

Le Ali della Libertà è dedicata a Carlo Chiodini.

Monti Reatini, Appennino (Lazio, IT)
Monte Terminillo 2217 m, parete nord-ovest
Le Ali della Libertà
Luca Gasparini, Sebastiano Zadotti, inverni 2024 e 2025
200 m (sviluppo 300 m), ED, M8, AI4+

Materiale: classico da ghiaccio e misto con almeno 12 rinvii, selezione di chiodi da roccia, viti da ghiaccio corte e una serie completa di friend. Le soste sono attrezzate su due spit (eccetto S1, su spit e cordone) e ci sono spit sui passaggi chiave, da integrare con protezioni veloci. Nonostante la parziale attrezzatura, Le Ali della Libertà non è una via sportiva, a causa del contesto ambientale in cui si svolge e della necessità di integrare le protezioni.

Accesso: dal Rifugio Sebastiani, raggiungibile in auto, seguire il percorso di avvicinamento alla classica via Chiaretti-Pietrostefani (parete nord-est). Superato l’attacco di tale via, continuare a scendere in leggero traverso, su terreno ripido, fino alla base dello spigolo settentrionale della parete. Oltrepassarlo per accedere al versante nord-ovest. Risalire quindi per circa 100 metri l’ampio canale, puntando verso sinistra in direzione di un’evidente goulotte, che incide il settore centrale della parete. Il riferimento principale è costituito dalla caratteristica fessura a “Y”, ben riconoscibile al di sotto della fascia di strapiombi. L’attacco della via si trova alla base della goulotte (sosta attrezzata con spit e cordone giallo).

Relazione:

L1: dalla prima sosta, attrezzata con spit e cordone giallo, seguire la goulotte, affrontando alcuni passaggi di misto. Proseguire fino alla sosta, attrezzata con spit e cordone alla base del successivo salto verticale. 65°/70°, 20/25 m;

L2: affrontare direttamente il marcato diedro-goulotte che si innalza al centro della parete. L’arrampicata si fa progressivamente più verticale e tecnica, con passaggi sostenuti su terreno misto e pendenze comprese tra 80° e 85°, con brevi sezioni verticali. Proseguire nel diedro fino a una caratteristica nicchia che si trova sulla destra, alla base del pronunciato strapiombo che domina la parete. Sosta attrezzata all’interno della nicchia. M6, 80°/85° e passaggi a 90°, 30 m;

L3: tiro chiave. Dalla sosta traversare a sinistra per circa 2 metri, incontrando un chiodo, quindi proseguire con arrampicata estremamente aerea verso la placca situata al di sotto della grande fessura strapiombante. Superare la placca, sfruttando gli agganci offerti dalla fessura sulla destra. In questo tratto è possibile ricorrere all’A0. Successivamente abbandonare la fessura e continuare direttamente lungo la parete, con arrampicata tecnica ed esposta, utilizzando gli agganci disponibili sulle zolle di erba ghiacciata. Proseguire fino a raggiungere la sosta. M8, 40 m;

L4: traversare a sinistra per circa 5 metri su terreno decisamente più facile (1 spit sul traverso). Proseguire quindi in diagonale a sinistra, seguendo la linea più logica, per raggiungere la sosta (spit), situata poco al di sotto dell’evidente fessura che caratterizza il tiro successivo. M4, 20 m;

L5: affrontare direttamente la placca sopra la sosta, procedendo prima dritti, poi in leggera diagonale verso sinistra. L’arrampicata un po’ delicata, con movimenti tecnici, impone una buona capacità di utilizzo degli attrezzi e una precisa gestione degli appoggi. Continuare per il percorso più logico, raggiungendo un pendio nevoso dove si trova la sosta. M5+, 30 m;

L6: percorrere verso destra la grande rampa che attraversa la parte alta della parete. È possibile effettuare una sosta intermedia, oppure proseguire lungo la rampa fino alla sosta attrezzata sullo spigolo di destra, immediatamente al di sotto dell’ultimo salto verticale. 60°-70°, AI3, 35 m;

L7: affrontare direttamente l’ultimo risalto della parete, caratterizzato da un’arrampicata tecnica su terreno misto, con sezioni fino a 90°. Superare i passaggi finali e uscire sulla cresta sommitale, dove si trova la sosta finale. M6, tratti a 90°, 30 m.

Discesa: proseguire al meglio, cercando il percorso più logico, in direzione della vetta del Monte Terminillo, ricongiungendosi alla via Chiaretti-Pietrostefani. Dalla vetta occorre scegliere il percorso di discesa più adatto alle condizioni del momento. Tra le varie possibilità classiche ci sono, per esempio, il Canale Centrale o la Via Normale.

Tutte le immagini: coll. apritori

Nota: l’arrampicata e l’alpinismo sono attività potenzialmente pericolose, che devono essere affrontate con esperienza e consapevolezza. Chi le pratica lo fa a proprio rischio e pericolo. Le notizie qui riportate sono state aggiornate in base alle informazioni disponibili al momento, ma vanno verificate e valutate sul posto e di volta in volta, da persone esperte, prima di intraprendere qualsiasi scalata.
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