1^ solitaria invernale al Piz d’Eghen – Grigne - Up-Climbing

1^ solitaria invernale al Piz d’Eghen – Grigne –

 
 
Rossano Libèra, guida alpina di Novate Mezzola (Sondrio) è uno dei più attivi scalatori solitari italiani del nuovo millennio; nel suo curriculum le prime invernali in questo stile  di Ringo Star (2004) e della Via Cassin sulla nord del Pizzo Badile (2008), tanto per fare due nomi di riferimento.
 
Stare da solo sui versanti più isolati delle montagne nella stagione dei ghiacci è per lui  un modo per sentirsi particolarmente vivo. Ripercorrere le tracce dei grandi del passato che su quelle muraglie vertiginose hanno inventato il futuro dell’alpinismo è l’idea fissa che lo stimola.
 
Recentissima è la nuova avventura di Rossano sulla parete settentrionale del Piz d’Eghen in Valsassina, gruppo delle Grigne: dopo un tentativo a metà gennaio non andato a segno per il rialzo delle temperature, il 31 gennaio e il primo febbraio ha portato a termine la prima salita solitaria invernale della via Cassin.
 
Si tratta di un itinerario impegnativo nella buona stagione che risolve nel modo più logico possibile il problema posto da questo immenso bastione calcareo, e costituisce una sfida particolarmente rude quando il ghiaccio sottile copre tutto rendendo la progressione assai precaria nel tipico ambiente dei versanti settentrionali.
 
Fonte e foto: Rossano Libera
 
Intervista a Rossano Libèra
 
Ecco il suo avvincente racconto:
 
"una parete alla quale sono molto affezionato: Il Piz d’ Eghen. Su questa Nord, avevo già firmato la prima solitaria lungo la via Cassin.
 
La scorsa estate ci ho portato un cliente e salendo mi è balenata l’idea di  tornarci nello stile che prediligo: da solo in inverno.Purtroppo non sempre le idee si concretizzano, specialmente se abbisognano condizioni particolari.
 
Ho scelto infatti la cascata sopra citata come obiettivo proprio perchè la meteo non prometteva nulla di buono per l’inizio inverno. Dopo Natale il lavoro mi ha tenuto impegnato fino verso metà Gennaio, quando finalmente, tutto sembrava pronto. Mi sono lanciato all’inseguimento di questo sogno, era davvero tutto perfetto, condizioni ambientali e mentali; stavo davvero vivendo un sogno!

Ho raggiunto circa metà parete alla luce della frontale. Lì mi sono fermato a bivaccare.Il freddo mi aveva fatto battere i piedi tutta la notte ma verso le 4 qualcosa  stava cambiando… Incredibile, il foehn!
 
Quel vento caldo stava facendo il suo lavoro, il rumore che sentivo era lo scroscio dell’acqua; il ghiaccio che corazzava la parete si stava sciogliendo. In breve acqua, ghiaccio e sassi cominciavano a precipitare verso valle, come le mie speranze… Di buon mattino mi aggrappo disperatamente a vane speranze; in due ore e mezza  avanzo di soli 20 metri, continuamente bersagliato da tutto ciò che cade dalla parete e viene convogliato dai camini dove mi trovo…

Mi rendo conto che ciò che faccio non ha senso, oltre ad essere veramente troppo pericoloso.E’ sempre dfficile rinunciare ad un sogno, specialmente quando ci si sente in  stato di grazia, capisco però che l’unico modo per realizzarlo sia regalarmi la  possibilità di ritornarci. Sicuramente ricorderò a lungo quella ritirata come l’esperienza tra le più  intense del mio alpinismo…
 
31 Gennaio e 1 Febbraio, sono i giorni della rivincita, la voglia di tornare a  vivere quelle sensazioni mi ha fatto dare tutto me stesso portandomi in cima a questo sogno…L’Eghen ha ricevuto la prima salita solitaria invernale restituendomi una parte  di ciò che, salendo montagne, vado cercando…"
 

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