31 Dic 2021, l’alpinismo
Il 2021 sta finalmente per concludersi. Prima di festeggiare l’arrivo del 2022, ricordiamo in breve le imprese di alpinismo più significative dell’anno appena trascorso.
La più attesa, celebrata, applaudita dal mondo intero è proprio la prima. Si parla ovviamente della prima invernale del K2, realizzata il 16 gennaio 2021 da dieci alpinisti nepalesi. Questa è stata la prima realizzazione importante dell’anno, portata a termine quando una buona parte degli alpinisti italiani era alle prese con le restrizioni delle zone gialle, arancioni, rosse…
Un mese dopo arriva un’altra enorme impresa: la “Moonwalk Traverse”, ovvero la traversata completa del Fitz Roy realizzata in solitaria da Sean Villanueva O’Driscoll (qui i dettagli).
In marzo sulle Alpi si scala su roccia, specialmente in Dolomiti (alcune significative prime invernali, vedere in “multipitch”), ma non solo. Da segnalare, alla fine del mese, la ripetizione della Via Bonatti sulla nord del Cervino da parte di François Cazzanelli, Francesco Ratti e Matteo Della Bordella. Questa ascensione non è estrema ma rilevante perché darà il via a una sorta di nuova “moda” tra i più forti, portando sotto i riflettori questo itinerario da sempre ignorato a vantaggio della più classica Via Schmid.
Avventura mozzafiato in maggio per il veterano Marek Holeček e Radoslav Groh che, dopo aver aperto una nuova via in parete ovest, restano “intrappolati” per giorni nella tempesta sul Baruntse. Non a caso la via sarà battezzata “Heavenly trap”.
La tarda primavera e l’inizio dell’estate 2021 sulle Alpi saranno ricordate per i capricci del tempo. A testimonianza delle condizioni variabili e difficili del periodo c’è la collezione degli 82 Quattromila delle Alpi portata a termine nonostante tutto (neve cattiva per sciare, troppa neve per scalare, vento, meteo sfavorevole…) da Gabriel Perenzoni e Nicola Castagna tra il 4 maggio e il 22 luglio.
Dopo la pausa della piena estate, dove l’alpinismo si sposta per lo più nella sezione “multipitch”, a settembre tornano il ghiaccio e misto e se non lo fanno, perché le condizioni sono ancora secche dopo un’estate calda e asciutta, non c’è problema: i forti passano lo stesso. Il 13 settembre Roger Schäli e Simon Gietl danno il via a un nuovo progetto bici+alpinismo+parapendio: NORTH6. Si tratta del concatenamento delle sei classiche pareti nord delle Alpi spostandosi in bicicletta e scendendo, quando possibile, in parapendio. All’inizio si tratta di scalare su roccia: la Cima Grande di Lavaredo per la Via Comici, il Pizzo Badile per la Cassin, l’Eiger per la via Chant Du Cygne. Poi si passa su ghiaccio e/o misto con il Cervino per la via Schmid, il Couloir Nord dei Dru, il Linceul alle Jorasses.
I forti non si fanno fermare dalle cattive condizioni e nemmeno dai limiti che la sfortuna gli impone. Tutti ricorderanno con piacere e stupore il successo incredibile di Rustam Nabiev che, all’inizio di ottobre, ha scalato il Manaslu con la sola forza delle braccia.
Indimenticabile anche, in novembre, la prima ascensione della cresta sud-est dell’Annapurna III realizzata dai russi Vyacheslav Polezhayko, Nikita Balabanov e Mikhail Fomin. Questa grande cresta era da tempo nel mirino degli alpinisti d’élite di tutto il mondo e la sua scalata segna un’altra pagina di storia dell’alpinismo himalayano.
L’anno 2021 si conclude all’insegna del caldo estremo sulle Alpi e della neve abbondante sull’Himalaya, dove alcune spedizioni sono in attesa di passare all’azione. Tra queste la più seguita sarà senz’altro quella di Hervé Barmasse, David Göttler e Mike Arnold che puntano alla parete Rupal del Nanga Parbat.
In attesa di sapere cosa combineranno i forti, se torneranno il freddo e la neve anche sulle Alpi e se dovremo fare i conti con nuove restrizioni e regole assurde, auguriamo a tutti un ottimo 2022 pieno di scalate in libertà!
MR

