Al rifugio con il green pass? - Up-Climbing

Al rifugio con il green pass?

In Italia entra in vigore da oggi l’obbligo di certificazione verde per la ristorazione al chiuso in ristoranti e alberghi. Dovremo andare al rifugio con il green pass?

La risposta è sì: per mangiare e ristorarsi all’interno dei rifugi italiani sarà necessario essere in possesso del certificato, mentre per il solo pernottamento lo stesso non sarà necessario. il rifugio infatti non è ritenuto diverso da una qualsiasi altra struttura ricettiva per turisti.  Eppure una differenza c’è ed è già evidente dal nome “rifugio” che indica innanzitutto un riparo, un punto di riferimento, una base per le emergenze e i soccorsi.

Un alpinista in difficoltà, colto dal maltempo o infortunato, potrà essere ammesso in un rifugio se sprovvisto di certificazione verde? Al momento non esistono regole scritte in proposito.

Renato Frigo, presidente del Cai Veneto, ha dichiarato a ilDolomiti.it: «Il Green Pass è uno strumento certamente utilissimo ma non dobbiamo dimenticare che i rifugi sono strutture peculiari con la precisa funzione di garantire aiuto alle persone in difficoltà. Il rischio è che si creino dei problemi proprio a livello umano. Non posso pensare di lasciare fuori dal rifugio una persona dolorante o infreddolita».

La stessa questione è stata sollevata dai rifugisti francesi che devono anch’essi far fronte a questo nuovo obbligo. Antoine Rattin, gestore del Refuge du Goûter sulla via normale francese al Monte Bianco, afferma su francebleu.fr: «Siamo un po’ come un faro, un’isola di umanità in montagna, che rimane un ambiente pericoloso per l’uomo. Se fuori c’è una tempesta di neve, un rischio valanghe molto forte o un temporale, è normale che accogliamo le persone allo scopo di proteggerle».

Come fare, in una situazione d’emergenza, se gli alpinisti in difficoltà sono privi di attestato di vaccinazione o test anti-COVID negativo recente? Quest’ultimo tra l’altro è difficile da ottenere durante le traversate di più giorni in quota. Ancora una volta è evidente che le regole sempre più complicate e soffocanti che vengono imposte in fondovalle non calzano bene sul contesto dell’alta montagna. Si spera che, malgrado le difficoltà, il buonsenso e la solidarietà degli alpinisti possano prevalere.

MR

In copertina il Refuge du Goûter. Foto Marco Romelli

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