Alpi Graie, due nuove vie - Up-Climbing

Alpi Graie, due nuove vie

Marco Blatto ci informa di due vie aperte insieme a due soci nelle bellissime Alpi Graie, area ricchissima di 4000 tra cui il Monte Bianco. Le due vie, Tempo Scaduto e Via del Canalone Grigio,  non sono “estreme” per la difficoltà ma si sviluppano in un ambiente severo ed impegnativo. Prestare quindi la massima attenzione alle condizioni meteo ed alle proprie capacità alpinistiche.
Via Tempo Scaduto, Alpi Graie Meridionali – Poire du Mulinet 2874 m
Prima salita: M. Blatto e S. Giaccone il 27/09/14
Quota base arrampicata (m): 2640
Sviluppo arrampicata (m): 210
Dislivello avvicinamento (m): 1421
Difficoltà: 6b+ /A1
Esposizione arrampicata: Nord-Est
Località partenza: Forno Alpi Graie (Forno Alpi Graie, TO) 
Punti appoggio: Bivacco Ferreri-Rivero
Cartografia: Alte Valli di Lanzo – Escursionista e Monti
Accesso: Da Forno Alpi Graie seguire il segnavia n°315 per il rifugio Daviso fino a Roua Piana, dove si segue il bivio per il n° 316 raggiungendo il Bivacco Ferreri-Rivero. Continuare lungo debole traccia sul filo della morena di sponda vegetata, deposta durante la massima espansione della "Piccola Età Glaciale" e guadagnare la valletta morenico-detritica alla base dei ghiacciai sud e nord del Mulinet. La "Poire" è facilmente riconoscibile a destra della seraccata del ghiacciaio sud, un affioramento di rocce scoperte dal progressivo ritiro della fronte dell’apparato, che fino alla fine degli anni ’70 ricopriva l’intero gradino. Salire allora il canale di neve o detritico a sinistra della "Poire" (pericolo caduta seracchi) fino alla base di una placca grigiastra e compatta incisa da un diedro ad arco verso destra (ore 3,30)

Descrizione itinerario: Si attacca un diedro ad arco molto liscio chiuso in alto da un tetto. Lo si percorre interamente lungo la sua fessura di fondo VI+, VII e un passo di A1 traversando sotto il tetto (2 lamette, recuperate). Si supera una strozzatura poco proteggibile VII- e si esce in una caratteristica nicchia sovrastata da lame spioventi. Si cerca un passaggio a sinistra e si chioda una crepa per uscire sulle placche superiori A1. Si traversa in placca proteggendosi molto lunghi su provvidenziali fessure superficiali  V e si raggiunge l’inizio di un diedro successivo, più appoggiato, dove si sosta. Percorrere il diedro lungo la fessura di fondo, talvolta cieca, appoggiandosi sulla liscia placca di destra. Giunti a un gradone si piazza un 0.4 bd in un buco e si fa un passo che richiede decisione VII-, portandosi in una placca più rugosa, poi traversando a sinistra rientrando nel diedro V+. Si sale ancora una decina di metri con passi poco proteggibili e d’aderenza V+, fino a raggiungere il filo dello sperone su una selletta, dove la roccia diventa più lavorata e scistosa. Si continua sul filo dello sperone, ora più proteggibile, per lame e vaghi diedri IV+ e V-, tenendosi preferibilmente sulla sinistra del filo. Si supera un tettino VI+ e poi una lama rovescia dall’aspetto instabile, sostando su blocchi incastrati dove lo sperone spiana. Si percorre facilmente lo sperone III-, fino all’impennata finale, sostando su una cengia erbosa-detritica. Si sale l’impennata finale del torrione, su roccia molto articolata, con ancora un bel diedro con passo di V+ (evitabile a destra).

Discesa: Si percorre la cresta detritica che divide i bacini sud e nord del Mulinet in direzione ovest per una cinquantina di metri, evitando così i profondi crepacci che si aprono tra i seracchi. Si scende quindi sul plateau del ghiacciaio evitando qualche crepaccio e sulla sua superficie, ricoperta in parte da detriti a fine stagione, ci si porta in direzione est, sudest, individuando il canale-pendio che permette di tornare alla base.

Materiale: Usati 8 chiodi tra lost arrow e lamette, lasciato 1 chiodo. Portare nut piccoli e friend dal 0.4 al 3 bd. Utile una serie di C3. Piccozza e ramponi.


Via del Canalone Grigio, Alpi Graie Meridionali – Punta Clavarino 3260 m
Prima salita: Marco Blatto e Alessandro Lolli (Cai Torino) il 20/08/14
Dislivello complessivo (m): 1020
Difficoltà: D- 
Località di partenza: Forno Alpi Graie (Groscavallo) 1219 m 
Punti appoggio: Rifugio Paolo Daviso 2280 m
Cartografia: Alte Valli di Lanzo – Escursionista & Monti Editore
Bibliografia: Alpi Graie Meridionali – Fornelli, Berutto – Cai-Tci
Accesso: da Forno Alpi Graie raggiungere il Rifugio Paolo Daviso 2280 m lungo il segnavia n° 315 (ore 2,30). Di qui seguire verso ovest una debole traccia che traversa il versante e si porta progressivamente verso la morena di sponda del Ghiacciaio Martellot. Seguire fedelmente la morena fino a quota 2500 metri circa, abbandonandola a favore di una valletta detritico-nivale che in breve conduce all’attacco delle cresta sud-sudest della Clavarino, dove attacca la cosiddetta "Didattica 99". 
Detta via segue la cresta fedelmente senza aggirare tutti i torrioni, cosa che invece fa l’itinerario Girardi – Debenedetti che si tiene di preferenza sulle placche a sinistra.

Note: bella possibilità di effettuare un’"integrale" alla Punta Clavarino con un totale di 1000 metri di ascensione.

Descrizione itinerario: seguire la "Didattica" per una quindicina di lunghezze, tra tiri e passaggi in conserva protetta (max IV+) fino al torrione con la caratteristica traversata sul filo di cresta . All’uscita del traverso salire per pietraia e prato fino alla base del salto successivo, dove terminerebbe, in cima, la "Didattica 99". 
Seguire, invece, una cornice-terrazzo a destra per 15 metri e sostare su friend alla base di una paretina articolata. Salirla direttamente III+ e IV- (1 passo) sostando alla base di un caratteristico torrione con tettino finale. Andare a destra, sul margine del versante est e superare un muretto con fessura IV- che porta a una piccola cengia di rododendri. traversare la placca usando una fessura larga per i piedi e portarsi alla base di un bel diedro sospeso sul vuoto, che si supera con bella arrampicata in spaccata IV+, uscendo sulla spianata superiore al cospetto del "Torrione Palozzi" 3042 m, percorso sul suo lato sudest da una linea di salita estetica e impegnativa V+ poco proteggibile (Blatto-Rivelli 2001) che raccorda la "Didattica 99" alla prosecuzione in vetta lungo il passaggio Debenedetti-Girardi. 
Proseguire dalla spianata a destra, superare lo spigolo est del torrione suddetto con passo esposto ma appigliato, e con un passo in discesa raggiungere una cornice erbosa che si percorre interamente (esposto e scivoloso) fino al marcato canale alla base dello "Sperone dei Francesi". Salire brevemente su neve 35° (o pietrisco pericoloso e smosso a fine stagione) fino alla base della compatta placconata grigiastra incisa da esili fessurazioni. Salirla con due lunghezze di 40 metri (sosta intermedia su friend) con un passo delicato in aderenza su piccoli quarzi, poco proteggibile V-. 
Si raggiunge quindi un faticoso canale di brecciolino e pietre smosse che si percorre fino al termine nel "Canalone grigio", con placche abbattute ma spesso striate d’acqua o interessate da neve. portarsi sul ciglio della parete est (ometto) e in breve raccordarsi alla via normale della cresta nordest, che si segue fino alla croce di vetta in mezz’ora su facili rocce accatastate (qualche breve passo di II°, volendo aggirabile).
Discesa: lungo le facili rocce del versante nordest fino al Glacier des Sources de l’Arc, che si percorre in piano fino al Col Girard 3034 m. Si scende da questo lungo il ripido pendio nevoso incassato tra le rocce (massima cautela, un tratto iniziale di 48°), fino alla base dove per sfasciumi o nevato si guadagna la valletta detritica dove si individuano  i segnavia che riportano al Rifugio Daviso. 

Materiale: due mezze corde qualche protezione veloce fino al 3 bd, fettucce, piccozza e ramponi.
 
 

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