24 Ago ANDREA LANFRI E MASSIMO CODA SUL KILIMANGIARO
Primo successo per il progetto KtoK
All’alba del 22 agosto Andrea Lanfri e Massimo Coda si sono abbracciati sul tetto d’Africa, sui 5895 metri del Kilimangiaro.
Per Andrea si tratta, dopo Mont Bianco ed Everest, della terza vetta del progetto Seven Summits.
«Volevamo vedere l’alba dalla vetta, è stato incredibile!». Queste le prime parole di Andrea Lanfri, direttamente dal punto più alto del continente africano. «Una salita molto bella e varia, che ti accompagna dalla foresta pluviale ai deserti alpini, fino a raggiungere i ghiaioni lavici della vetta».
Dall’ultimo campo i due hanno impiegato 5 ore e 30 minuti per raggiungere il punto più alto. Lanfri è poi sceso in autonomia, facendo ritorno al campo in solo un’ora e 30 minuti.
Andrea ha perso entrambe le gambe e sette dita delle mani nel 2015 a causa di una meningite con sepsi meningococcica. Massimo, nel 2009, è rimasto vittima di grave incidente in montagna che ha compromesso la funzionalità della gamba destra, seguono anni di interventi chirurgici fino alla drastica decisione di farsi amputare l’arto per poter ritornare alla sua vita. I due insieme hanno scalato il Monte Bianco, il Monte Rosa, la Marmolada, il Gran Paradiso e ora il Kilimangiaro.
La spedizione africana di Andrea e Massimo non è ancora terminata. Scesi a valle sono infatti subito ripartiti alla volta del Monte Kenya, la seconda elevazione del continente africano. Una cima tecnicamente ben più difficile rispetto a quella appena raggiunta.
Il progetto KtoK (dal Kenia al Kilimangiaro) di Andrea e Massimo ha anche un fine benefico. La raccolta fondi sostenuta dalla scalata alle due principali cime d’Africa sostiene un progetto solidare di recupero di vecchie carrozzine a rotelle che, dopo essere state ricondizionate, vengono portate nel cuore dell’Africa e offerte alla popolazione locale. Informazioni qui.

Foto archivio Andrea Lanfri
MR da comunicato stampa.

