Tragedia in Himalaya - Up-Climbing

Tragedia in Himalaya

Andrea Zambaldi, italiano, e Sebastian Haag, tedesco, sono stati colpiti da una valanga rimanendo uccisi insieme a Martin Maier, terzo componente del gruppo che invece è riuscito a salvarsi, a soli 100 metri dalla vetta dello Shisha Pangma (8027m). Il team era partito per la spedizione Double8.
Benedikt Boehm e Ueli Steck, riporta explorersweb.com, erano partiti dal Campo Base (5600 metri) per la salita in velocità dello Shisha Pangma verso le 4.30 (ora nepalese) del 23 settembre, per raggiungere verso le 20.00 il Campo 1 dove si trovava Sebastian Haag. Nello stesso momento, mentre i tre si muovevano dal Campo 1, Martin Maier e Andrea Zambaldi, che si trovavano già al Campo 2, partivano verso il Campo 3, dove si sarebbero ricongiunti tutti e cinque all’1.00 del 24 settembre per arrivare effettivamente al Campo 3 verso le 2. Verso le 6.50 pare che il gruppo fosse a circa 100 metri dalla vetta che avrebbero raggiunto idealmente verso le 8.00.
Gli alpinisti avrebbero dato indicazioni che le condizioni della montagna erano difficili e pericolose. Verso quota 7700 Benedikt Boehm ha mandato il messaggio: “Si lotta, si lotta, si lotta. Cumuli di neve ad alto rischio valanghe. Deprimente!”. Raggiunta quota 7900, il pericolo teorico è divenuto realtà quando una valanga si è staccata è ha colpito Zambaldi, Haag e Maier facendoli cadere per 600 metri. Immediatamente Steck e Boehm hanno lanciato l’allarme al Campo Base chiedendo aiuto mentre scendevano verso la zona della valanga per prestare i primi soccorsi. Malgrado le circa 4 ore spese, pare che non fosse nemmeno possibile arrivare nella zona della valanga. Maier tuttavia è riuscito a sopravvivere e a ridiscendere, passando una notte all’aperto, e raggiungendo il Campo 3 il 25 settembre e con l’aiuto degli Sherpa sta rientrando la Campo Base.
Alle famiglie, agli amici ed ai colleghi le più sentite condoglianze dalla Redazione di UpClimbing.com
 
 
 

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